Caso Sanna-Daga, la capogruppo PD Esposito: «Si rendano pubblici chat e lettera»

La capogruppo dem al Comune di Alghero risponde alle sollecitazioni dell'opposizione: «Ho chiesto al sindaco Cacciotto se vi fossero state parole sessiste e mi ha risposto di no. Valutazioni solo sui fatti concreti».

Risponde direttamente alle sollecitazioni dell’opposizione Gabriella Esposito, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Comunale di Alghero, intervenendo sulla vicenda che coinvolge gli assessori Sanna e Daga. Esposito dichiara di non aver mai visionato la conversazione al centro delle polemiche: «Io quella chat non l’ho mai vista. Non ne faccio parte e nessuno me l’ha mai mostrata. Per questo trovo singolare che mi si chieda di giudicare o commentare contenuti che non conosco direttamente».

Da qui la richiesta di pubblicare gli atti integrali della vicenda: «Se esiste una chat e se al suo interno sono state scritte le frasi e le espressioni alle quali si fa riferimento, allora la si renda pubblica, integralmente e senza interpretazioni o ricostruzioni di parte. Sarà così possibile per tutti conoscere esattamente cosa è stato scritto e farsi un’idea sulla base dei fatti».

Un invito alla trasparenza che la capogruppo estende anche alla missiva inviata ai vertici del Comune: «Allo stesso modo, chiedo all’assessora Sanna di rendere pubblica la lettera che ha inviato al Sindaco e alla Segreteria, della cui esistenza, peraltro, ho appreso esclusivamente dalla stampa. Anche in questo caso credo sia giusto che tutti possano conoscere direttamente i contenuti della lettera e non affidarsi a ricostruzioni o interpretazioni». Secondo l’esponente dem, solo con tutti gli elementi a disposizione – chat, lettera e fatti nella loro interezza – «sarà possibile valutare con serenità e obiettività quanto accaduto».

Esposito riferisce inoltre di un colloquio diretto avuto con il primo cittadino: «Ieri ho chiamato personalmente il Sindaco Cacciotto e gli ho posto una domanda molto chiara e diretta. Gli ho chiesto espressamente se, nella vicenda in questione, fossero state pronunciate parole sessiste. La sua risposta, altrettanto precisa, è stata no. Questo è ciò che so e questo è ciò che posso affermare con responsabilità».

In conclusione, la capogruppo del PD rifiuta di prendere parte al dibattito sulle ricostruzioni ufficiose: «Non intendo alimentare una polemica politica costruita su ricostruzioni indirette, né tantomeno esprimere giudizi su fatti che non ho potuto verificare personalmente. Se ci sono elementi concreti, vengano messi a disposizione di tutti. La richiesta di chiarezza vale per tutti, maggioranza e opposizione. Ma la chiarezza si fa con i fatti, non con le allusioni. Come capogruppo del PD continuerò a chiedere rispetto nei rapporti istituzionali e politici e, allo stesso tempo, piena trasparenza su quanto realmente accaduto».

9 Settembre 2026