Capodanno, Colledanchise: “Alghero nelle case di milioni di italiani”
Il consigliere comunale del gruppo politico di riferimento dell’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu (Orizzonte Comune) interviene sul progetto del grande Capodanno della Sardegna
«Meno preoccupazioni sui numeri e più entusiasmo per un’operazione che può cambiare completamente il modo di promuovere Alghero. L’intuizione di Franco Cuccureddu è tanto semplice quanto potente: quest’anno non saranno soltanto le persone a dover venire ad Alghero. Sarà Alghero ad andare nelle case di milioni di italiani». Il consigliere comunale Marco Colledanchise, esponente del gruppo politico di riferimento dell’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu (Orizzonte Comune), interviene sul progetto del grande Capodanno della Sardegna che vedrà Alghero come piazza principale di una trasmissione televisiva nazionale.
«Negli ultimi anni – osserva Colledanchise – quando si annunciava il grande nome per il Capodanno il ragionamento era inevitabilmente legato soprattutto alla capacità di attrarre persone: quante migliaia arriveranno? Quanto sarà piena la città? Saremo in grado di gestire parcheggi, viabilità, sicurezza, servizi? Sono interrogativi legittimi e che naturalmente continueranno ad esistere. Ma quest’anno c’è una differenza enorme».
La differenza è rappresentata dalla televisione nazionale e dalla capacità di moltiplicare, potenzialmente per milioni di volte, il pubblico raggiunto dall’evento. «Paradossalmente potrebbe essere proprio l’anno dell’investimento più importante quello in cui dobbiamo avere meno ossessione per il numero fisico delle persone presenti in città. Un grandissimo cantante può richiamare decine di migliaia di persone ad Alghero. Una grande diretta nazionale può portare Alghero davanti a milioni di persone senza che queste debbano necessariamente essere tutte qui contemporaneamente».
Un cambio di prospettiva che, secondo Colledanchise, rappresenta il vero valore dell’operazione impostata dall’Assessorato regionale al Turismo. «Pensiamo semplicemente alla notte del 31 dicembre. Anche tantissime persone che durante l’anno guardano poca televisione accendono lo schermo negli ultimi minuti dell’anno per accompagnare il conto alla rovescia. In quel momento vedere Alghero, il suo mare, le sue piazze, le immagini della città e il nome della Sardegna significa entrare nella memoria di un pubblico enorme. Il ritorno non si esaurisce nella serata del 31 dicembre: quella è promozione turistica nazionale».
Per Colledanchise è proprio questo l’elemento che distingue l’operazione dalle tradizionali politiche dei grandi eventi. «Se spendiamo per portare una persona ad Alghero per una notte abbiamo ottenuto un risultato importante. Se attraverso quella stessa notte riusciamo a mostrare Alghero a milioni di italiani, stiamo costruendo anche il turista di febbraio, marzo, aprile o ottobre. Ed è esattamente questa la sfida della destagionalizzazione».
La scelta della Regione prevede infatti Alghero come cuore del grande evento nazionale e collegamenti con altre piazze della Sardegna, trasformando la notte di San Silvestro in una vetrina dell’intera Isola. «Franco Cuccureddu sta portando avanti da tempo un concetto nel quale credo profondamente: non possiamo continuare a pensare alla Sardegna soltanto come una destinazione estiva. E per cambiare questa percezione bisogna fare operazioni che abbiano la forza di rompere gli schemi».
Da qui anche una considerazione sulle inevitabili discussioni che accompagneranno l’organizzazione dei prossimi mesi. «La città naturalmente dovrà essere pronta. Dovremo lavorare sulla sicurezza, sui trasporti, sui parcheggi, sull’accoglienza e sull’organizzazione. Ma credo che questa volta il dibattito non debba trasformarsi nella solita gara a chi immagina più problemi. Prepariamoci bene, certamente. Ma rendiamoci anche conto dell’opportunità che abbiamo davanti».
E conclude: «Sono orgoglioso che questa intuizione arrivi dall’assessore Franco Cuccureddu e dal nostro gruppo politico. È una scelta coraggiosa e, a mio avviso, geniale nella sua impostazione: utilizzare una delle notti mediaticamente più forti dell’anno non soltanto per riempire una piazza, ma per trasformare Alghero e la Sardegna in uno spettacolo nazionale. Il 31 dicembre non conteremo soltanto quante persone saranno davanti al palco. Dovremo pensare a quante persone, in tutta Italia, staranno guardando Alghero dal proprio salotto. Ed è una differenza enorme».
















