Alghero, aggredisce e palpeggia una conoscente: arrestato
Il blitz dei Carabinieri dopo una delicata indagine: l'indagato ha abusato della fiducia di una donna bloccandola con la forza. Lei è riuscita a fuggire ma ha riportato lesioni giudicate guaribili in tre settimane.
Ha trovato il coraggio e la forza di opporsi, riuscendo a sfuggire al suo aggressore dopo momenti di puro terrore. I Carabinieri della Stazione di Alghero hanno arrestato un giovane del posto, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale aggravata. Nei suoi confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare ai arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Sassari.
Il provvedimento restrittivo arriva al termine di una rapida e delicata attività investigativa, coordinata dalla Procura di Sassari, nata a seguito di un drammatico episodio avvenuto in città nei primi giorni di giugno.
Secondo la ricostruzione effettuata dai militari dell’Arma, l’indagato avrebbe sfruttato un momento di isolamento per rimanere da solo con la vittima, una sua conoscente. A quel punto, usando la forza fisica, l’avrebbe costretta a subire ripetuti palpeggiamenti nelle parti intime. La donna non si è però lasciata sopraffare: ha reagito con determinazione, riuscendo a svincolarsi e a mettersi in salvo.
A causa della violenza subita, la vittima ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici in ospedale, dove le sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili in venti giorni.
Le verifiche dei Carabinieri sono scattate immediatamente dopo la denuncia. Attraverso una fitta rete di riscontri oggettivi e la raccolta di diverse testimonianze, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, delineando un pesante quadro indiziario a carico del presunto autore.
Le prove raccolte sono state ritenute solide dalla Procura della Repubblica di Sassari, che ha chiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari la misura restrittiva. Rintracciato dai militari, il giovane è stato trasferito presso la propria abitazione dove rimarrà in regime di detenzione domiciliare. Come previsto dalla legge, per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.















