Aggressioni in centro a Sassari, Pais: «Situazione intollerabile, serve fermezza e tolleranza zero»

L'ex presidente del Consiglio regionale interviene dopo gli ultimi episodi di violenza: «Solidarietà alle vittime e grazie alle forze dell'ordine, ma occorre rafforzare la sicurezza e applicare i rimpatri per chi delinque».

«Quanto accaduto nelle ultime notti a Sassari supera ormai ogni livello di tollerabilità. Ragazze aggredite e minacciate mentre tornano a casa, coltelli, tentativi di rapina e una situazione di paura che sta rendendo alcune zone della città sempre più difficili da vivere». Lo dichiara Michele Pais, già Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, commentando i gravissimi episodi avvenuti nel centro di Sassari e l’arresto di un giovane algerino di 18 anni, già destinatario di una misura cautelare e ospite di un centro di prima accoglienza.

«Secondo quanto riportato dalla stampa, il giovane, dopo essere stato arrestato per l’aggressione a un controllore di autobus, era stato sottoposto all’obbligo di dimora e al divieto di uscire dal centro di accoglienza nelle ore notturne. Una prescrizione che avrebbe violato praticamente subito, tornando in strada armato di coltello e tentando di aggredire e rapinare altre ragazze. Se il sistema consente che questo accada, significa che qualcosa evidentemente non funziona. Non possiamo accettare che siano i cittadini, e soprattutto le donne e le ragazze, a dover modificare le proprie abitudini, avere paura di tornare a casa la sera o evitare determinate strade. La libertà deve essere garantita alle persone perbene, non a chi delinque».

Per Pais, «il problema della sicurezza nel centro storico sassarese non può più essere minimizzato. In questo senso merita apprezzamento la presenza della Polizia Locale nelle ore notturne disposta dall’Anministrazione Mascia. Ma occorre affrontare senza ipocrisie anche il tema dell’immigrazione irregolare e della presenza di soggetti stranieri che, anziché rispettare le regole del Paese che li accoglie, si rendono protagonisti di reati e comportamenti violenti. Naturalmente nessuna generalizzazione nei confronti degli stranieri che vivono, lavorano e rispettano le nostre leggi: proprio per rispetto verso di loro bisogna essere inflessibili con chi delinque».

«Chi non ha titolo per rimanere in Italia e delinque deve essere identificato, trattenuto nei casi previsti dalla legge e rimpatriato. Chi invece ha titolo di soggiorno ma commette gravi reati deve subire tutte le conseguenze previste dall’ordinamento, comprese, quando ne ricorrano i presupposti, la revoca del titolo e l’espulsione. Accoglienza non può significare impunità».

Pais esprime infine «piena solidarietà alle ragazze aggredite e un ringraziamento alle forze dell’ordine, che ancora una volta sono intervenute fermando il presunto responsabile prima che potesse accadere qualcosa di ancora più grave. Ma non possiamo continuare ad affidarci soltanto all’intervento successivo delle forze dell’ordine. Serve prevenzione, maggiore presidio del territorio e una risposta sociale, prima che statale, sul fronte dell’immigrazione irregolare. Sassari deve riappropriarsi del proprio centro storico. Non possiamo rassegnarci all’idea che intere zone della città diventino terra di nessuno e che la paura prenda il posto della libertà dei cittadini».

11 Settembre 2026