«L’aeroporto di Alghero non diventi succursale di Olbia»

Continuità territoriale a rischio e tagli alle rotte, Pais chiama a raccolta il Nord Ovest della Sardegna: appello ai cittadini di Sassari e Alghero per creare un fronte comune contro il progetto di gestione privata del sistema aeroportuale.

Il futuro dell’aeroporto di Alghero al centro delle preoccupazioni espresse da Michele Pais, consigliere comunale della Lega – Sezione Alghero, che evidenzia i rischi legati a un progressivo ridimensionamento dello scalo e sollecita un intervento della Regione Sardegna per revisionare l’assetto gestionale del sistema aeroportuale dell’isola. Secondo l’analisi fornita da Pais, l’infrastruttura algherese rischia una perdita di centralità strategica: «Il destino dell’aeroporto di Alghero è su un piano inclinato che, se non verrà immediatamente arrestato, lo porterà progressivamente alla marginalizzazione, trasformandolo in uno scalo sempre più stagionale, subordinato agli interessi e alle strategie commerciali del gestore privato».

L’esponente politico individua nei recenti tagli alle rotte i primi segnali di questa tendenza: «Per la prima volta vengono ridotti i collegamenti in continuità territoriale tra Alghero e Roma, passando da quattro a tre voli giornalieri. Ancora più grave la situazione di Milano: a pochi giorni dal 24 ottobre non è ancora possibile prenotare i voli per il periodo successivo, mentre si profila un ulteriore vuoto nei collegamenti dal 1° febbraio 2027».

In merito alla proposta di istituire collegamenti su gomma verso lo scalo gallurese, la posizione resta fortemente critica: «E mentre Alghero perde collegamenti, qualcuno pensa addirittura di risolvere il problema istituendo collegamenti in autobus tra Alghero, Sassari e l’aeroporto di Olbia. Sarebbe l’inizio della fine».

Pais sottolinea la differenza tra integrazione e squilibrio di traffico tra scali gestiti dalla medesima proprietà: «I collegamenti tra aeroporti sono fondamentali, ma funzionano quando gli scali sono complementari, offrono servizi differenziati e operano in condizioni di sostanziale equilibrio. Ma quando uno scalo, come Olbia, esercita già una posizione di assoluta predominanza rispetto ad Alghero, realizzare un sistema di trasporto che convogli i passeggeri verso quello più forte significa rischiare di organizzare scientificamente il trasferimento del traffico dal più debole al più forte. Altro che integrazione: sarebbe un meccanismo di dumping territoriale, con il progressivo sacrificio dell’aeroporto di Alghero».

Il punto centrale dell’intervento riguarda la governance degli scali sardi e l’ipotesi di un riacquisto pubblico: «Oggi più che mai serve una regia pubblica regionale forte, autorevole e indipendente dagli interessi dei gestori privati. Esattamente il contrario di quanto si sta cercando di realizzare. In un momento storico in cui il turismo cresce e gli aeroporti rappresentano autentiche galline dalle uova d’oro, la Regione pensa di consegnare un intero sistema aeroportuale a una gestione privata sostanzialmente monopolistica».

Per Pais, l’utilità pubblica dell’infrastruttura deve prevalere sui soli aspetti finanziari: «Gli aeroporti non sono soltanto macchine per produrre utili. Sono infrastrutture strategiche, strumenti di sviluppo economico, di coesione territoriale e soprattutto di garanzia del diritto alla mobilità. Se oggi gli aeroporti generano ricchezze straordinarie, è giusto chiedersi perché tali ricchezze non debbano contribuire direttamente allo sviluppo dei territori e alla tutela dei diritti dei cittadini. Non possiamo continuare a privatizzare i profitti e lasciare alla collettività i costi sociali dell’isolamento. È il momento di valutare persino il riacquisto pubblico dell’aeroporto».

L’intervento si conclude con un invito alla mobilitazione collettiva dell’intero territorio del Nord Ovest della Sardegna: «Serve un grande fronte comune per la difesa dell’aeroporto di Alghero. Un muro politico, sociale ed economico contro un progetto che rischia di compromettere irreversibilmente il futuro del territorio».

«Il mio appello è rivolto a tutti i cittadini del Nord Ovest della Sardegna, non soltanto a quelli di Alghero, ma soprattutto ai cittadini di Sassari, che devono essere pienamente consapevoli di quanto sia importante difendere le infrastrutture strategiche del proprio territorio: penso all’Aeroporto di Alghero, come l’Università. L’aeroporto di Alghero è anche e soprattutto l’aeroporto di Sassari, della sua provincia, delle sue imprese, dei suoi studenti, dei suoi professionisti e delle migliaia di persone che ogni giorno hanno necessità di collegarsi con il resto d’Italia e d’Europa».

17 Ottobre 2026