Tensione in Consiglio regionale: la maggioranza va sotto per la prima volta nel mandato
L'aula respinge la revoca alla Consulta dell'emigrazione sollecitata dalla giunta. I veleni sulle commissioni spaccano il centro-sinistra
Un giovedì di altissima tensione politica nell’assemblea sarda, dove si registra la prima spaccatura aperta tra le fila del centro-sinistra dall’inizio del mandato. Il parlamentino isolano ha respinto la proposta del governo regionale di sollevare Aldo Aledda dal suo incarico all’interno dell’organismo che si occupa degli emigrati.
L’estromissione era stata sollecitata con forza dall’esponente pentastellata della giunta, titolare del Lavoro, a causa di uno scritto di Aledda ritenuto irrispettoso nei confronti dell’amministrazione e della burocrazia regionale. Nonostante il via libera ottenuto in precedenza in commissione, il passaggio finale in aula ha riservato un ribaltone inaspettato: le urne segrete, sollecitate dall’opposizione, hanno restituito 29 contrari contro soli 19 a favore del provvedimento.
L’inattesa bocciatura ha spinto il gruppo del M5S a bloccare subito i lavori per sollecitare un vertice dei capigruppo, al termine del quale la presidenza ha dichiarato conclusa la seduta. Più che una sfiducia diretta all’operato dell’assessora, il risultato finale mette a nudo i forti attriti che agitano i partiti di governo.
















