Alghero, negozi che diventano B&B: la Lega chiede i dati sui cambi d’uso

Lombardi (Lega): «Aumentano i locali riconvertiti e i residenti non trovano casa. Serve una fotografia reale dal Comune»

A distanza di diciotto mesi dai primi segnali di allarme e dopo i solleciti dei primi mesi del 2026, si riaccende il dibattito sulle trasformazioni urbanistiche e commerciali ad Alghero. A porre nuovamente l’attenzione sulla tenuta del tessuto economico e abitativo locale è Marco Lombardi, esponente del coordinamento cittadino della Lega Salvini, che chiede all’amministrazione comunale una mappatura precisa ed esaustiva del fenomeno. Al centro dell’intervento vi è la progressiva scomparsa delle attività commerciali di vicinato e la contemporanea riconversione dei locali aziendali in strutture ad uso residenziale o ricettivo.

«Nel gennaio 2025 avevo lanciato un allarme su un fenomeno che iniziava a diventare sempre più evidente: la possibilità che molti locali commerciali, soprattutto quelli rimasti vuoti o con contratti in scadenza, venissero progressivamente sottratti al commercio per essere trasformati in posti letto, abitazioni, B&B o altre forme di ricettività» osserva Lombardi. «A distanza di un anno e mezzo mi chiedo: cos’è cambiato? La mia impressione è che il problema non sia affatto scomparso. Anzi, si sia allargato».

Secondo l’esponente politico, l’analisi dell’evoluzione cittadina non può limitarsi alla semplice conta delle attività cessate, ma richiede una valutazione complessiva sugli effetti che il mercato immobiliare sta generando sul profilo urbano. «Io continuo a pensare che non possiamo limitarci a contare le serrande abbassate. Dietro ogni locale commerciale che scompare c’è una storia diversa» prosegue il rappresentante leghista. «Se un locale commerciale viene trasformato in abitazione, apparentemente abbiamo creato una nuova casa. Ma se quella stessa abitazione viene destinata agli affitti brevi o diventa un B&B, abbiamo realmente aumentato la disponibilità di case per i residenti? La risposta, evidentemente, è no».

La richiesta formulata nei confronti dell’amministrazione e degli uffici competenti riguarda l’accesso ai dati amministrativi ufficiali registrati negli ultimi 18 mesi tramite le pratiche edilizie e il SUAPE (Sportello Unico per le Attività Produttive e l’Edilizia). «Chiedo che vengano resi pubblici i dati relativi alle pratiche degli ultimi 18 mesi, distinguendo i cambi di destinazione d’uso da commerciale a residenziale e le successive destinazioni degli immobili» dichiara Lombardi. «Non voglio una stima. Voglio sapere quanti sono. Quanti metri quadrati erano destinati al commercio e quanti oggi sono destinati ad abitazione? In quali quartieri? Quanti sono diventati abitazioni per residenti? Quanti B&B? Quanti affittacamere? Solo attraverso questi dati potremo capire realmente cosa sta succedendo».

Il nodo della disponibilità immobiliare si intreccia con quello della residenzialità e dell’attrattività turistica, due elementi fondamentali per l’economia della Riviera del Corallo che, secondo l’analisi dell’esponente politico, necessitano di una pianificazione equilibrata. «Non sto dicendo che il turismo sia il problema. Alghero vive anche di turismo e deve continuare a vivere di turismo» precisa Lombardi. «Ma una città turistica non può diventare una città nella quale il residente non riesce più a trovare una casa e il commerciante non riesce più a trovare un locale. Il punto non è vietare, ma governare. Non voglio una guerra tra residenti e operatori turistici. Voglio semplicemente che si abbia una fotografia reale di ciò che sta accadendo».

La palla passa ora alla giunta e agli uffici comunali, chiamati a chiarire se vi sia un monitoraggio in corso sulle pratiche di cambio di destinazione d’uso e sui relativi dati aggregati della rete commerciale cittadina.

14 Settembre 2026