Festa dell’Unità, Daga: «Una piazza aperta sul futuro dell’Isola»
Si chiudono i cinque giorni di dibattiti e comunità: «Non un meeting di partito, ma una piazza aperta sul futuro della Sardegna».
Si è conclusa ad Alghero la Festa regionale dell’Unità dopo cinque giornate segnate da dibattiti politici, cultura, musica e un’ampia partecipazione di pubblico. A tracciare il bilancio dell’evento è Enrico Daga, che sottolinea il valore di un appuntamento concepito fin dall’inizio come momento di condivisione e visione per il territorio. «Abbiamo voluto una Festa aperta, non una riunione di partito, una piazza nella quale persone diverse potessero incontrarsi e discutere del futuro della Sardegna, e credo che Alghero sia stata il luogo ideale per farlo», dichiara Daga.
Nel suo intervento, Daga evidenzia come la scelta della sede non sia stata casuale, indicando la città catalana come centro propulsore di nuove dinamiche amministrative e sociali: «Alghero oggi è una città laboratorio: una città che sperimenta, che tiene insieme turismo e qualità della vita, innovazione e identità, attrattività e servizi, ambiente, università, impresa, sport, cultura e nuove politiche urbane. Molti dei grandi temi affrontati in questi cinque giorni qui non sono teoria, ma questioni concrete sulle quali la città sta già lavorando. Per questo Alghero non è stata soltanto lo scenario della Festa. È stata parte della discussione, ed è forse questo il significato politico più forte che ci portiamo dentro».
Il bilancio positivo della manifestazione è sostenuto da una macchina organizzativa complessa, che ha visto la sinergia di forze politiche, istituzionali e civiche, affiancate dal lavoro di circa 200 volontari impegnati nella gestione quotidiana, dalla cucina alla logistica. Un supporto corale che ha coinvolto rappresentanti del Partito Democratico ad ogni livello, i Giovani Democratici, il sindaco Raimondo Cacciotto, la presidente della Regione Alessandra Todde, oltre a esponenti del mondo sindacale, universitario e culturale.
I ringraziamenti si estendono anche alle forze dell’ordine e alle strutture amministrative, tra cui la Capitaneria di Porto, la Polizia Municipale e gli uffici comunali e demaniali, per aver garantito il corretto svolgimento delle giornate.
A chiusura della manifestazione, Daga rimarca l’intenzione di trasformare le istanze emerse durante i dibattiti in azioni concrete: «Le luci della Festa si sono spente, il nostro agire politico, invece, continua».

















