Consulenza revocata, Conoci: “Amministrazione ne esce a pezzi”

L'ex primo cittadino attacca l'amministrazione dopo l'annullamento dell'incarico sul benessere animale: "Obbrobrio finalizzato alla cattiva politica, salvo solo il dirigente che ha fermato l'atto."

Sulla contestata consulenza in materia di benessere animale interviene l’ex sindaco di Alghero, Mario Conoci, sottolineando l’esito della vicenda dopo l’annullamento del provvedimento da parte del Comune. «Alla fine la consulenza sul “benessere animale” è stata revocata. Era un obbrobrio amministrativo finalizzato a soddisfare le esigenze della cattiva politica» dichiara Conoci, sostenendo che l’amministrazione «ne esce a pezzi» in quello che definisce «un fatto gravissimo».

L’ex primo cittadino rimarca la decisione della dirigenza di procedere al riesame: «Una cosa va riconosciuta al dirigente: ha avuto il merito di riesaminare l’atto e di fermarsi davanti alle sue nefandezze. Non siamo noi a dirlo. È la stessa determina di revoca a mettere nero su bianco che la precedente era stata adottata sulla base di “un’istruttoria, non supportata da una compiuta e approfondita valutazione delle effettive esigenze funzionali e organizzative dell’Ente”, con “refusi e rimandi inconferenti rispetto alla selezione in essere”».

I rilievi contenuti nell’atto di annullamento sono al centro dell’analisi di Conoci: «La determina aggiunge che “l’incarico individuato non risponde alle concrete necessità operative del Servizio” e presenta “profili di indeterminatezza nella definizione delle competenze richieste, nel possesso dei requisiti generali e specifici, nonché l’esatta configurazione tecnico-giuridica dell’istituto applicato”. Sono parole pesantissime. E spiegano perché quella consulenza sia stata revocata».

Secondo l’esponente di opposizione, il passo indietro è maturato in seguito all’attenzione sollevata dalle forze di minoranza: «La revoca arriva dopo le nostre denunce pubbliche, dopo il mio intervento e quelli di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il controllo dell’opposizione ha acceso i riflettori su un provvedimento che, senza quelle contestazioni, avrebbe rischiato di andare avanti».

Conoci contesta la visione strategica presentata dalla giunta: «Questa vicenda racconta qualcosa di molto più importante della singola consulenza. Racconta la distanza tra la grande narrazione truffa sul benessere animale e ciò che concretamente è stato messo in campo. Ricordiamo tutti il grande intervento dell’assessore: il nuovo Sportello “Amici degli Animali”, il canile da trasformare, la prevenzione degli abbandoni, l’educazione, il recupero comportamentale, le adozioni, le famiglie, gli anziani, le persone fragili. Un progetto raccontato come una vera e propria nuova politica pubblica per il benessere animale. Tutte cose che esistono già e sono praticate ogni giorno nel nostro canile».

L’incongruenza, secondo l’ex sindaco, emergerebbe dal confronto con la documentazione prodotta: «Poi, quando si passa dalle parole agli atti, arriva una determina per affidare una presunta “alta consulenza e collaborazione tecnico-scientifica” finalizzata alla redazione di linee guida strategiche. E cinque giorni dopo quella determina viene revocata perché, testualmente, “l’incarico individuato non risponde alle concrete necessità operative del Servizio”. È difficile non cogliere la tentata truffa. Tanta enfasi sul benessere animale. E alla fine, il fatto concreto è che bisognava dare una consulenza che non serviva all’Ente. E allora il dubbio diventa certezza: quel grande progetto era solo finalizzato a costruire le condizioni per affidare quella consulenza!».

A supporto della propria posizione, Conoci cita ulteriori passaggi del provvedimento di revoca: «La determina di revoca dice anche che “i richiami normativi e i contenuti tecnico-giuridici declinati nel provvedimento non consentono di garantire la necessaria e piena coerenza dell’azione amministrativa con gli indirizzi programmatici generali dell’Ente”. E arriva persino a concludere che “l’atto emanato non rispecchia l’effettivo indirizzo politico-amministrativo dell’Ente”. Una disfatta clamorosa e devastante per l’ente, ma annunciata visti i protagonisti».

L’ex primo cittadino pone quindi una serie di interrogativi alla maggioranza: «E qui sta il vero problema politico. Chi ha voluto quell’atto? E quale indirizzo politico lo ha prodotto? Perché se la consulenza non serviva alle concrete necessità operative del Comune, qualcuno dovrà spiegare perché si sia tentato di affidarla».

Punto focale della questione rimane la struttura di ricovero cittadina: «Il canile, poi, è il vero punto. Perché dietro questa vicenda c’è la gestione del canile, ciò che vi ruota attorno e ciò che si prepara per il futuro. Su questo non pensino di poter distogliere la nostra attenzione. L’attenzione resterà altissima».

L’intervento si conclude con una riflessione sul rapporto tra politica e uffici comunali: «C’è poi il tentativo di violentare la struttura amministrativa. La politica deve dare indirizzi. Ma la struttura amministrativa deve poter lavorare nel rispetto delle norme, della legittimità e delle reali esigenze dell’Ente. E su questo va riconosciuto il ruolo del dirigente che ha corretto il tiro: la struttura non deve essere il luogo nel quale le nefandezze politiche vengono trasformate, a qualunque costo, in atti amministrativi. Chi amministra può chiedere di realizzare un indirizzo. Non può chiedere alla struttura di piegare le regole per raggiungere un risultato illegittimo già deciso».

«Da ex sindaco, per me questa distinzione è sempre stata fondamentale: la politica indica la direzione, la struttura verifica come percorrerla nel rispetto della legge» conclude Conoci. «Ed è proprio per questo che oggi la domanda è ancora più semplice: se quella consulenza non serviva al Comune, perché si voleva affidarla? Non si è cercata una consulenza perché serviva all’Ente. Si è individuato un consulente e poi si è provato a costruirgli intorno una consulenza? E alla fine la stessa amministrazione ci dice che dietro tutto questo grande racconto sul benessere degli animali, il benessere animale non c’entrava proprio nulla. E allora era corretto chiedersi quello che ci siamo chiesti appena letta la determina revocata: Quale benessere, o di chi, era l’obiettivo? Non certo quello degli animali evidentemente!».

10 Settembre 2026