Mulas: «Sulla vicenda che coinvolge gli assessori Sanna e Daga vogliamo chiarezza e verità»
La presa di posizione dell'esponente del Psd'Az dopo le notizie di stampa: "Chi amministra ha un dovere verso la comunità. Mi sorprende il silenzio delle associazioni contro la violenza"
Le recenti indiscrezioni giornalistiche che chiamerebbero in causa due componenti della Giunta comunale scuotono il dibattito cittadino. A prendere posizione pubblicamente è il consigliere comunale del Partito Sardo d’Azione, Christian Mulas, che manifesta “profonda preoccupazione per quanto appreso dalla stampa in merito alla vicenda che coinvolgerebbe gli assessori Sanna e Daga”, sottolineando come il caso rischi inevitabilmente di “gettare un’ombra sulla politica e sulle istituzioni”.
L’esponente sardista tiene subito a precisare la propria cautela sul piano dei giudizi sommari: “Non intendo puntare il dito contro nessuno e non intendo emettere sentenze sulla base di quanto riportato dalla stampa. Senza accertamenti e senza prove certe, nessuno può essere condannato pubblicamente”, affidando alle autorità competenti il compito di chiarire i fatti. Allo stesso tempo, Mulas ribadisce con forza che “la politica non può essere una scusante per determinati comportamenti, come se all’interno della politica fosse consentito tutto”, ricordando che “chi ricopre un ruolo pubblico ha una responsabilità ancora maggiore nei confronti della comunità e deve essere consapevole che ogni comportamento può avere conseguenze sulla credibilità delle istituzioni”. Per questo motivo l’amministratore pone un interrogativo diretto: “Vogliamo sapere la verità. Lo chiedo perché ogni cittadino ha il diritto di sapere se quanto sta leggendo sulla stampa corrisponde alla realtà dei fatti”, precisando che se la vicenda fosse diversa da come descritta sarà doveroso “restituire piena dignità alle persone eventualmente coinvolte”.
Una riflessione critica viene poi indirizzata all’assenza di prese di posizione da parte del mondo dell’impegno sociale. Mulas evidenzia infatti “il silenzio di quelle realtà associative che da anni si battono per la difesa delle donne, contro ogni forma di violenza, sopruso e discriminazione”, richiamando l’attenzione su panchine rosse e posti occupati nelle aule istituzionali per ricordare che “i principi devono valere sempre, non soltanto quando è più facile pronunciarli”. Il consigliere conclude affermando con determinazione: “Non voglio processi mediatici. Voglio che siano i fatti a parlare. Prima delle appartenenze politiche viene la verità, prima degli schieramenti vengono il rispetto delle persone e la dignità delle istituzioni”.

















