“Parlar alguerés a l’escola”: la tradizione si fa gioco per cento piccoli alunni di Sant’Anna

L'Istituto Comprensivo n. 3 festeggia la conclusione del saggio finale. Per la prima volta l'esperimento linguistico sbarca anche al Nido Comunale con i bimbi da 0 a 3 anni.

Una lingua antica che ritrova vitalità e futuro attraverso le voci, i canti e i giochi dei più piccoli. Alla Scuola dell’Infanzia “Sant’Anna” (Istituto Comprensivo n. 3, guidato dalla dirigente Paola Masala) si è conclusa con un grande saggio finale la terza edizione di “Parlar alguerés a l’escola”, il collaudato percorso didattico nato per trasmettere l’identità linguistica della città ai bambini nella fascia d’età 0-6 anni.  La vera novità di quest’anno ha riguardato l’estensione del progetto – coordinato dalla referente Franca Gavini – al Nido Comunale. Un debutto assoluto che ha confermato l’efficacia del gioco e del ritmo musicale come canali naturali di apprendimento anche per la primissima infanzia.

Il percorso, iniziato a gennaio e conclusosi a giugno 2026, ha puntato su un repertorio calibrato sulle diverse fasce d’età. Tra le aule e il giardino della scuola sono risuonati i brani più celebri della tradizione infantile catalana e algherese, come Joan Petit, Caterina fes-te al finestró, Sant Antoni balla balla e la storica Mans manetes, cantata nelle scuole cittadine fin dal 1978.

Accanto alla musica, i bambini si sono riappropriati dei passatempi di un tempo, come la Baldufola (la trottola) e il Pardal vola, affiancati ad attività ludiche moderne pensate per esplorare il mondo degli insetti e della natura circostante.

A dare valore aggiunto e profondità culturale all’iniziativa è stata la presenza del professor Antonello Colledanchise, psicologo, già preside dei Licei cittadini e figura cardine della ricerca musicale algherese. Colledanchise, che dal 1978 porta avanti l’insegnamento dell’algherese nelle scuole in forma di volontariato, ha guidato gli alunni alla scoperta del ritmo e della fonetica, consolidando il legame tra le nuove generazioni e la comunità locale.

«L’obiettivo principale è salvaguardare la nostra lingua e le nostre tradizioni senza alcuna imposizione – spiega la referente, la maestra Franca Gavini –. Abbiamo strutturato un approccio semplice e immediato, che permette ai bambini di familiarizzare con l’algherese vivendolo attraverso il piacere del movimento, della musica e della relazione con l’altro».

Il successo dell’iniziativa è il risultato di un fitto lavoro di squadra che ha unito docenti, famiglie ed esperti. Il saggio finale, andato in scena nei locali del plesso di Sant’Anna, ha trasformato la chiusura dell’anno in una vera festa di comunità. Tra le performance dei bambini, le risate e il coinvolgimento dei genitori, il progetto ha dimostrato come l’algherese possa essere una lingua viva, spontanea e ricca di futuro quando viene proposta con la giusta sensibilità pedagogica.

Il progetto è stato portato avanti da un team di insegnanti composto da: Marina Mariani, Anna Pilo, Maria Lucia Bachis, Anna Maria Spanu, Eugenia Mette, Carmela Anna Culeddu, Tiziana Radium e Daniela Canu.

25 Giugno 2026