Alghero, ambientalisti all’attacco sulla concessione del Cavall Marí

Cinque sigle del territorio sollevano dubbi sulla legittimità e sulla sostenibilità del progetto. Denunciate carenze nella trasparenza amministrativa e potenziali impatti sul paesaggio costiero.

Il futuro dell’immobile “Cavall Marí”, lo storico manufatto affacciato sul litorale algherese, finisce sotto la lente d’ingrandimento delle associazioni ambientaliste . Le sigle Earth Gardeners, Italia Nostra (sezione Sassari), LIPU, Parco Nord-Ovest Sardegna e Sardenya i Llibertat hanno presentato all’Amministrazione Comunale di Alghero un articolato Atto di Osservazioni relativo al procedimento di concessione del bene. Al centro del documento si trovano diversi rilievi di natura tecnica, amministrativa e paesaggistica che mettono in discussione la conformità dell’intervento previsto sull’immobile pubblico.

Uno dei punti principali sollevati dai firmatari riguarda la gestione dell’iter burocratico. Nel documento, le associazioni denunciano «criticità legate alla trasparenza amministrativa», segnalando in particolare «difficoltà nell’accesso agli atti e la mancata pubblicazione della proposta progettuale vincitrice, della Relazione, dei disegni e degli elaborati tecnico-illustrativi». Secondo quanto riportato nell’atto, tale documentazione non risulterebbe presente nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito ufficiale dell’ente a distanza di oltre un anno e mezzo dall’aggiudicazione efficace. Una mancanza che, secondo le associazioni, «impedisce alla collettività di valutare compiutamente un progetto che insiste su un’area urbana particolarmente delicata e di elevato pregio paesaggistico».

L’Atto di Osservazioni entra nel merito della documentazione urbanistica e autorizzativa, definendo «incompleti» i riferimenti a concessioni edilizie, sanatorie e nulla osta paesaggistici. Viene inoltre contestata l’assenza di verifiche tecniche approfondite sulla «sostenibilità strutturale dell’intervento», con particolare riferimento alla posizione del manufatto, situato in un’area esposta all’erosione marina, agli agenti atmosferici e agli effetti del cambiamento climatico.

Ulteriori perplessità sono state espresse in merito all’impatto visivo delle opere ipotizzate: le associazioni citano la possibile presenza di strutture sopraelevate e nuovi manufatti che risulterebbero «potenzialmente in contrasto con il contesto costiero e con la normativa di tutela paesaggistica».

Nel mirino degli ambientalisti è finita anche la futura gestione degli spazi. Secondo le osservazioni, non apparirebbe chiaro il rapporto tra le aree destinate alla fruizione collettiva e quelle riservate all’utilizzo privato. Il timore espresso dai firmatari è che si verifichi una «progressiva riduzione della funzione pubblica originaria del bene».

In conclusione del documento, Earth Gardeners, Italia Nostra, LIPU, Parco Nord-Ovest Sardegna e Sardenya i Llibertat chiedono di procedere a una «verifica approfondita dell’intero procedimento amministrativo e della conformità del progetto alle norme urbanistiche, ambientali e paesaggistiche vigenti». Le associazioni hanno inoltre dichiarato di riservarsi ulteriori iniziative per garantire la tutela dell’interesse pubblico e l’integrità del paesaggio costiero di Alghero.

11 Maggio 2026