Alghero, attese in strada alla Guardia Medica: la denuncia di una cittadina

Anziani e pazienti fragili costretti sul marciapiede davanti alla nuova sede di via degli Orti. “Serve un intervento immediato per garantire dignità e servizi essenziali”

Una cittadina algherese denuncia pubblicamente le condizioni della Guardia Medica cittadina, sollevando una questione che chiama in causa dignità, organizzazione e tutela dei pazienti più fragili. Il primo maggio, accompagnando la madre di 96 anni nella sede recentemente trasferita dal Marino in via degli Orti, la donna si è trovata di fronte a una realtà che definisce “inaccettabile”: l’assenza di una sala d’attesa costringe infatti gli utenti ad attendere all’esterno, in piedi sul marciapiede e spesso esposti alle intemperie.

Secondo quanto riferito, l’accesso agli ambienti interni sarebbe consentito a una sola persona alla volta, una misura organizzativa che, nelle condizioni attuali, finisce per aggravare il disagio di anziani e persone in condizioni di salute precarie. “Chi si reca alla Guardia Medica lo fa per necessità, non per scelta”, sottolinea la cittadina, evidenziando come il servizio, per sua natura, dovrebbe garantire accoglienza e assistenza adeguate.

La segnalazione non mette in discussione l’operato del personale sanitario, verso il quale viene espressa piena stima per la professionalità e il senso del dovere dimostrati nonostante le difficoltà. Il problema, viene chiarito, riguarda piuttosto le condizioni strutturali e organizzative della sede.

La vicenda assume anche un risvolto pubblico e politico dopo la diffusione di una nota stampa da parte di un consigliere comunale di maggioranza, che avrebbe ripreso temi già sollevati dalla stessa cittadina sui social. Un elemento che la protagonista della denuncia ridimensiona con decisione: “Non mi interessa alcuna strumentalizzazione politica”, precisa, ribadendo che al centro della questione vi sono esclusivamente il rispetto delle persone e i loro diritti.

Da qui la richiesta di un intervento immediato da parte delle autorità competenti, affinché vengano garantite condizioni minime di umanità e dignità. Tra le priorità indicate, la necessità di una sala d’attesa adeguata, la disponibilità di servizi igienici accessibili e, se opportuno, l’attivazione di un servizio di vigilanza a tutela degli operatori sanitari. Una sollecitazione che riporta al centro del dibattito locale il tema dell’assistenza territoriale e della qualità dei servizi essenziali.

3 Maggio 2026