Direttore del Parco, l’associazione Punta Giglio Libera solleva interrogativi sulla trasparenza

Dal mandato triennale ai dieci anni passando per la nuova selezione, i dubbi dell'associazione in un documento

L’Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco porta all’attenzione della stampa una ricostruzione degli atti relativi alla nomina del Direttore dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte.

Il documento evidenzia l’evoluzione dell’incarico dal 2016 a oggi, con una durata complessiva passata da tre a circa dieci anni, e analizza alcuni aspetti della nuova selezione attualmente in corso. In particolare, secondo l’associazione, emergono elementi che sollevano interrogativi in merito alla trasparenza, alla definizione dei criteri e alla partecipazione.

“L’obiettivo è contribuire a un confronto pubblico su un tema di interesse collettivo: la qualità della governance delle aree protette e la gestione degli incarichi pubblici” fa sapere l’Associazione auspicando “chiarimenti da parte delle istituzioni competenti e ribadisce l’importanza di trasparenza, imparzialità e accessibilità nei processi decisionali”.

Ecco il documento integrale:

L’Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco, impegnata nella tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, ritiene doveroso portare all’attenzione pubblica alcune considerazioni in merito alla procedura di selezione per la nomina del Direttore dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte.

Dall’analisi degli atti amministrativi emerge una procedura di nomina che attraversa quasi un decennio e che oggi riapre il tema della trasparenza nella gestione degli incarichi pubblici. È quanto emerge dall’analisi degli atti relativi alla direzione dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, uno degli enti più rilevanti per la tutela ambientale nel territorio.

Nel 2016, a seguito di un concorso pubblico, il Direttore del Parco viene nominato con un incarico della durata di tre anni. Una scelta in linea con il contesto amministrativo dell’epoca, legato alla scadenza degli organi politici locali.

Nel 2018 interviene però una modifica significativa: la durata dell’incarico viene estesa di ulteriori due anni, portandola complessivamente a cinque. La decisione è motivata con una diversa interpretazione dello Statuto dell’Ente, secondo cui gli organi dovrebbero avere una durata coincidente con quella del Consiglio comunale.

Si tratta tuttavia di una lettura non univoca. Altri orientamenti interpretativi, infatti, sembrano riconoscere una maggiore flessibilità nella durata degli incarichi dirigenziali, rendendo la modifica del 2018 oggetto di possibili dubbi sul piano giuridico.

Nel 2020, l’incarico viene ulteriormente prorogato per altri cinque anni, portando la permanenza complessiva nella posizione fino al 2026.

Nel complesso, quindi, la stessa figura ha ricoperto il ruolo per circa dieci anni consecutivi, a partire da un incarico inizialmente previsto per tre anni.

Oggi è stata avviata una nuova selezione pubblica per la nomina del Direttore. Il bando prevede un incarico di cinque anni e si inserisce in continuità con la ricostruzione amministrativa precedente.

Accanto a questo percorso, emergono alcuni elementi della procedura attuale che sollevano interrogativi sul piano della trasparenza.

La selezione viene qualificata come non assimilabile a un concorso pubblico, pur prevedendo una valutazione comparativa dei candidati. Inoltre, è prevista una limitazione dell’accesso al colloquio ai soli primi cinque classificati nella valutazione dei titoli, e i criteri di valutazione risultano solo in parte predeterminati, lasciando margini di definizione successiva alla Commissione.

Il bando prevede inoltre la possibilità per l’Ente di non dare seguito alla procedura anche in presenza di candidati ritenuti idonei, sulla base di valutazioni discrezionali.

Elementi che, pur rientrando nelle facoltà organizzative dell’amministrazione, pongono questioni rispetto ai principi di trasparenza, imparzialità e massima partecipazione.

Il quadro appare ancora più significativo se confrontato con procedure analoghe adottate da altri enti gestori di aree protette. Nel caso del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, ad esempio, la selezione è stata strutturata con criteri più definiti: punteggi predeterminati, soglie oggettive per l’accesso al colloquio e formazione di una graduatoria finale chiara.

Due modelli diversi, dunque, che evidenziano approcci differenti nella gestione delle selezioni per incarichi pubblici di rilievo, in particolare per quel che riguarda la necessità di garantire la massima oggettività dei criteri di selezione

Alla luce di questa ricostruzione, si pone una questione più ampia: quale livello di trasparenza e apertura debba essere garantito nelle procedure di nomina per ruoli chiave nella gestione dei beni ambientali.

Non si tratta di mettere in discussione persone o competenze, ma di riflettere su un percorso amministrativo che riguarda un bene collettivo e che, proprio per questo, richiede la massima chiarezza.

La qualità della governance delle aree protette passa anche da qui.

Alla luce di quanto esposto, l’Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco ritiene necessario:

promuovere la massima trasparenza sugli atti e sulle motivazioni delle scelte amministrative adottate nel tempo;
garantire piena accessibilità alla documentazione relativa alla procedura in corso;
favorire un confronto pubblico sulla corretta applicazione dei principi di imparzialità, concorrenza e buon andamento nell’ambito delle nomine pubbliche.
Le istituzioni competenti vogliano fornire i necessari chiarimenti e contribuire a un confronto aperto e costruttivo. Siamo convinti che la tutela dell’ambiente non possa prescindere dalla qualità e dalla credibilità delle istituzioni che lo amministrano.

Per questo riteniamo che chiarezza, trasparenza e partecipazione rappresentino condizioni essenziali per rafforzare la fiducia dei cittadini e la legittimazione delle scelte pubbliche.

L’Associazione, nell’ambito delle proprie finalità statutarie, provvederà inoltre a trasmettere formale segnalazione alla Commissione giudicatrice, affinché la procedura si svolga nel pieno rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e concorrenza.

Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco

8 Aprile 2026