Continuità territoriale, il grido d’aiuto dello sport: «Alghero isolata, negato il diritto al volo per i nostri giovani»
Antonello Muroni (Scuola Addestramento Pallacanestro) scrive a Todde e Manca: «Voli inesistenti e rientri impossibili: la mobilità dei sardi è un miraggio, così umiliate le famiglie e il merito sportivo».
Non è solo una questione di trasporti, è una questione di diritti negati. La crisi della nuova continuità territoriale aerea colpisce duramente il cuore pulsante della socialità algherese: lo sport giovanile. A farsi portavoce del malessere di centinaia di famiglie è Antonio Muroni, dirigente responsabile della Scuola di Addestramento Pallacanestro (SAP) di Alghero, che ha inviato una durissima lettera aperta alla Presidente della Regione, Alessandra Todde, e all’Assessora ai Trasporti, Barbara Manca.
Il quadro dipinto da Muroni è quello di un “isolamento forzato” che vede lo scalo di Alghero-Fertilia penalizzato da voli costantemente saturi e connessioni insufficienti. Una situazione che costringe giovani atleti, reduci da competizioni nazionali conquistate con il sudore sul campo, a odissee tra gli scali dell’Isola o, nel peggiore dei casi, a rinunciare alle gare. Di seguito, riportiamo integralmente l’appello inviato ai vertici della Regione Sardegna.
Gentile Presidente Alessandra Todde Gentile Assessora Barbara Manca
La nuova continuità territoriale è partita male. Anzi, malissimo. Quella che dovrebbe garantire il diritto alla mobilità dei sardi si sta trasformando nell’ennesimo ostacolo, soprattutto per le Associazioni Sportive Dilettantistiche e per centinaia di giovani atleti che, oggi, non riescono nemmeno a partire o a rientrare a casa.
Dallo scalo di Alghero-Fertilia la situazione è ormai insostenibile: voli pieni, posti inesistenti, rientri impossibili. Ragazzi e ragazze costretti a soluzioni assurde, come transitare da altri aeroporti dell’Isola, con costi e disagi che ricadono interamente sulle famiglie. È questa la continuità territoriale?
In un momento cruciale della stagione sportiva, tra concentramenti nazionali e fasi interzonali, a tanti giovani sardi viene di fatto negata la possibilità di partecipare alle competizioni per cui si sono qualificati sul campo. Non per merito o demerito sportivo, ma per l’incapacità del sistema di garantire un semplice posto su un aereo. Una situazione che non è solo ingiusta: è umiliante.
E non riguarda soltanto lo sport. Le stesse difficoltà colpiscono lavoratori, studenti e cittadini che viaggiano per motivi di salute. Segno evidente che il diritto alla mobilità in Sardegna è ancora lontano dall’essere garantito. Non bastano convenzioni o promesse. Senza voli disponibili, ogni misura è inutile.
Per questo chiediamo un intervento immediato: più voli, più posti, correttivi urgenti e risorse concrete. Perché oggi la continuità territoriale non funziona, e a pagarne il prezzo sono sempre gli stessi, le famiglie e i giovani.
La Sardegna non può restare isolata. Non nel 2026. Non in queste condizioni.
Il Dirigente Responsabile SAP Antonio Muroni
Autore della foto: Alessio Dalerci

















