Il prezzo del progresso: cronaca di un esproprio ad Alghero
Statale 291: cronaca di un'espropriazione senza "ristoro" tra burocrazia infinita e radici sradicate.
Dietro l’asfalto della nuova statale 291, tra i cantieri del primo lotto che promettono di accorciare i tempi di percorrenza verso Sassari, si consuma il dramma silenzioso di chi ha visto la propria vita rasa al suolo dalle ruspe. Non si tratta solo di metri quadri o di cubatura, ma di memoria storica e dignità cittadina. Quella che segue è la voce di una famiglia che ha visto la propria “oasi di pace” trasformarsi in un cantiere, senza tutele e senza quel “ristoro” che lo Stato dovrebbe garantire.
“Era un paradiso, un’oasi di pace e bellezza che è stata brutalmente distrutta per fare spazio a una quattro corsie che dividerà la città in settori. La statale 291 primo lotto, un progetto vecchio di trent’anni, ha finalmente trovato la sua strada, ma a quale prezzo?
Il 3 aprile 2024, una squadra dell’Anas è arrivata nella nostra campagna per misurare, contare e valutare ogni albero, ogni siepe, ogni filo d’erba. Il nostro esproprio era già una realtà con un processo durato 25 anni, ma noi non avevamo e non abbiamo, ancora, ricevuto alcun riscontro economico. In questi due anni la terra è stata violentata, trivellata, alberi sradicati, tutto devastato e, oggi, 16 aprile, ieri per chi legge, la nostra casa è stata rasa al suolo dalle ruspe. Il dolore è immenso, la rabbia è incontrollabile, ci sentiamo schiacciati, avviliti, muti SUDDITI e non cittadini di uno stato democratico.
Come è possibile che in un paese cosiddetto civile, un privato cittadino venga invaso così nelle sue cose intime e private, per le quali ha sempre pagato le tasse, senza ricevere alcun ristoro? Non abbiamo avuto la forza di opporci, il tempo è servito per SFINIRCI, siamo stanchi. Stanchi anche delle parole di chi ha voluto questa strada e alle parole del nostro dolore rispondevano con ‘tanto vi indennizzano’…..
La Sardegna ha una vocazione turistica, anni fa un piano prevedeva di non costruire 4 corsie in prossimità della costa….oggi entra nel cuore della città…divisa in settori e il territorio delle campagnette, distrutto….ma si arriva 10 minuti prima a Sassari!!!!
A noi raccogliere i pezzi del nostro sacrificio: il progetto faraonico si è fatto….ancora gratis!!!!
I politici di Alghero, destra e sinistra, hanno impiegato trent’anni per trovare un accordo, ma noi non abbiamo avuto trent’anni per prepararci a questo momento.
La nostra storia è una storia di ingiustizia, di sopruso, di distruzione, di delusione : non abbiamo avuto diritto sulla nostra proprietà privata chiediamo il diritto al risarcimento, quello che l Anas ironicamente chiama ‘RISTORO’…dopo 25 anni il ristoro è stato rivisto, decurtato e ‘NON RISTORA PER NIENTE”



















