Allarme a Mugoni: liquami in spiaggia nel cuore del Parco di Porto Conte
Liquido nero sull'arenile, inquinamento post-incendio e specie invasive: il grido d'aiuto per la baia. Mulas (Ambiente): «Situazione critica, subito sopralluogo e bonifiche».
Uno sversamento di acque nere proprio lì dove la natura dovrebbe essere più protetta. La baia di Mugoni, perla della rada di Porto Conte, torna al centro delle cronache per un nuovo episodio di inquinamento che solleva pesanti interrogativi sulla tenuta ambientale dell’area. L’allarme è scattato ieri, quando un cittadino ha segnalato la fuoriuscita di un liquido scuro e maleodorante, riconducibile a liquami fognari, direttamente sull’arenile. Sul posto sono intervenuti prontamente la Polizia Municipale, i Barracelli e il Presidente della Commissione Ambiente, Christian Mulas, per verificare l’entità del danno.
«L’ambiente è un patrimonio fondamentale che va tutelato, ma assistiamo ancora a episodi preoccupanti», ha dichiarato Mulas a margine del sopralluogo. Lo sversamento non rappresenta un caso isolato, dato che già la scorsa estate i livelli di coliformi fecali avevano costretto il Sindaco a vietare temporaneamente la balneazione in seguito ai rilievi dell’ARPAS. Si tratta di un paradosso per un’area presentata ai turisti come incontaminata, ma che soffre di un sistema di trattamento dei reflui evidentemente inadeguato, deficitario sia durante la stagione estiva che in quella invernale.
La crisi di Mugoni non riguarda però solo le fogne. Il sistema dunale è estremamente fragile e la falda acquifera superficiale risulta esposta a ogni tipo di contaminazione. Su questo equilibrio precario gravano eredità pesantissime, a partire dall’ombra della diossina. A dieci anni dal devastante incendio del 2015, i residui plastici delle strutture ricettive bruciate non sono mai stati rimossi completamente e il timore è che sostanze tossiche abbiano contaminato il suolo e le acque sotterranee. A questo si aggiunge l’invasione verde, ovvero la diffusione incontrollata di piante esotiche ornamentali che stanno soffocando la flora locale, alterando l’ecosistema protetto.
Il Presidente Mulas invoca ora un intervento coordinato e urgente. La strategia proposta prevede la rimozione immediata dei detriti inquinanti risalenti al 2015, l’eradicazione delle specie invasive e la progettazione di un sistema di trattamento dei reflui moderno e centralizzato che metta fine una volta per tutte agli sversamenti. «È fondamentale che la comunità prenda coscienza della fragilità di Mugoni», ha concluso l’esponente politico. La risposta istituzionale è attesa per la prossima settimana, con la convocazione di una Commissione consiliare operativa e un nuovo sopralluogo alla presenza del Presidente del Parco di Porto Conte.

















