Corpi, educazione e libertà: il febbraio “scomposto” della Società Umanitaria di Alghero

Tra il Teatro Civico e Lo Quarter, la rassegna indaga i modelli imposti alle ragazze. Attesi il podcast live di Matteo Caccia e il cinema di Alli Haapasalo.

Continua il percorso culturale “Scomposte – Storie di donne che non stanno al loro posto”, l’iniziativa della Società Umanitaria di Alghero che, dallo scorso novembre fino all’8 marzo, indaga le discriminazioni e i cambiamenti sociali che segnano l’universo femminile attraverso il cinema, l’arte e il confronto.

Nel mese di febbraio, l’attenzione del progetto si focalizza in particolare sui processi educativi e sul rapporto con il corpo. L’obiettivo è analizzare ciò che precede il giudizio o la violenza esplicita: quei modelli interiorizzati e quelle regole non scritte che insegnano alle ragazze a “stare al mondo” condizionandone la fisicità. È in questa fase che i corpi vengono spesso addestrati alla misura, alla compostezza e alla rinuncia, imparando a occupare il minor spazio possibile. La rassegna punta invece a promuovere uno sguardo differente, capace di sottrarsi alle immagini imposte per costruire un’identità propria.

Gli appuntamenti in programma:

Mercoledì 18 febbraio (ore 21:00) – Teatro Civico “Gavì Ballero”: Il primo incontro vede protagonista Matteo Caccia con “Orazio Live. Più cose in cielo e in terra”, il podcast de Il Post portato sul palco con l’accompagnamento della fisarmonicista Giulia Bertasi (produzione Mismaonda). “Orazio” è un racconto quotidiano che trasforma le notizie in un arcipelago di storie capaci di offrire nuove prospettive. In questa versione dal vivo, la narrazione interrogherà il modo in cui l’informazione contribuisce a formare lo sguardo collettivo, incidendo su relazioni e immaginari.

Sabato 21 febbraio (ore 19:00) – Sala Conferenze Lo Quarter: Spazio al grande schermo con la proiezione del film “Girl Girl Girl” della regista Alli Haapasalo (Finlandia, 2022). La pellicola racconta l’incontro tra tre giovani donne — Mimmi, Rönkkö ed Emma — in un momento cruciale della loro crescita. Attraverso il racconto di tre venerdì sera, il film esplora il bisogno di essere viste e il tentativo di tracciare i propri contorni in quella delicata età di confine tra infanzia ed età adulta.

Mettendo in dialogo la narrazione live e il cinema d’autrice, il programma di febbraio punta a scardinare i modelli precostituiti prima ancora che intervengano il giudizio e la violenza. L’ingresso a tutti gli eventi è libero e gratuito.

5 Febbraio 2026