Piscina coperta di Alghero, Daga: “Cantiere incompiuto e progettazione parziale. Niente scorciatoie”

“Ci siamo insediati praticamente da meno di 20 mesi e l’appalto per il completamento dell’impianto è stato revocato dalla precedente Giunta di centrodestra senza che a quella scelta sia seguita una soluzione concreta” ricorda l'assessore

Sulla piscina comunale coperta di Alghero interviene l’assessore al Bilancio e alla Programmazione, Enrico Daga, che attraverso un lungo post sui social chiarisce lo stato dell’opera e respinge le accuse di immobilismo rivolte all’attuale Giunta.

“Ci siamo insediati praticamente da meno di 20 mesi – sottolinea Daga – e l’appalto per il completamento dell’impianto è stato revocato dalla precedente Giunta di centrodestra senza che a quella scelta sia seguita una soluzione concreta”. Una decisione che, secondo l’assessore, ha lasciato in eredità un problema irrisolto: “Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un cantiere incompiuto e un problema da gestire. Oggi, per effetto della continuità amministrativa, quella vicenda ricade su questa Giunta”.

L’esponente dell’esecutivo cittadino non nasconde le difficoltà: “È una grana seria, complessa, che prendiamo di petto, senza scorciatoie”, spiegando come l’impianto sia nato su basi fragili: “Si tratta di un cantiere incompiuto con una progettazione parziale, avviata senza sapere chi dovrà gestire l’impianto e con quale modello economico. Nessuna valutazione reale sui costi di gestione, sugli standard richiesti, sulla sostenibilità nel tempo”.

Tra i nodi centrali c’è il tema energetico. Daga richiama un vincolo normativo spesso ignorato nel dibattito pubblico: “Una piscina coperta oggi non può esistere se non è progettata come NZEB – Nearly Zero Energy Building. Non è una scelta politica, è una prescrizione normativa e una condizione di sopravvivenza economica”.
E aggiunge: “Una piscina è uno degli edifici più energivori che esistano: se non è pensata fin dall’origine con recupero di calore, impianti efficienti e fonti rinnovabili, diventa un buco nero di spesa, per il gestore e per il Comune”.

Da qui la critica a un’impostazione che separa progettazione e gestione: “Un gestore professionale accetterebbe mai di prendere in carico una struttura progettata da altri, secondo logiche non coerenti con il proprio modello operativo? La risposta è ovvia: no”. Ed è per questo, spiega l’assessore, che l’Amministrazione ha scelto “un’altra strada: coinvolgere i privati fin dall’inizio, non a progetto chiuso”, valutando strumenti come “project financing o leasing in costruendo”, pur consapevole della loro complessità.

Daga richiama anche esperienze del passato che invitano alla cautela: “Basta ricordare l’ultimo project financing visto ad Alghero, Piazza dei Mercati: un’esperienza che dovrebbe averci insegnato qualcosa”. Da qui l’invito alla prudenza: “Non abbiamo alcuna fretta. L’esperienza amministrativa induce alla prudenza, non all’improvvisazione, soprattutto quando si tratta di milioni di euro di investimenti”.

Alle accuse di ritardi, l’assessore replica con una presa di distanza dai metodi del passato: “Chi oggi ci accusa di essere in ritardo propone implicitamente il metodo di sempre: spendere risorse pubbliche e rimandare il problema della gestione e dei costi energetici a dopo. È esattamente ciò che non vogliamo fare”.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: “Noi vogliamo aprire la piscina e farla funzionare nel tempo, non inaugurare l’ennesimo problema”. Per questo, conclude Daga, la linea dell’Amministrazione è cercare “professionisti qualificati, realmente motivati a investire, con un modello gestionale sostenibile e un impianto energeticamente efficiente”.

“Le scelte strutturali, funzionali ed energetiche derivano dagli obiettivi, non il contrario. Noi partiamo dalle fondamenta, non dalle scorciatoie. Non promettiamo miracoli, promettiamo impegno, serietà e responsabilità”, chiude l’assessore.

5 Febbraio 2026