Lapide sfregiata ad Alghero, l’ira di FdI: «Un insulto allo Stato e ai caduti»

Vandalizzato il monumento che ricorda i cinque agenti uccisi nel 1945. Auriemma: «Clima d’odio intollerabile, l’Amministrazione intervenga subito».

Uno sfregio alla memoria, un colpo al cuore delle istituzioni e delle famiglie dei caduti. Ad Alghero scoppia il caso politico e morale dopo il vile atto vandalico ai danni della lapide che commemora i cinque Agenti di Custodia uccisi nel 1945. Accanto ai nomi dei servitori dello Stato, ignoti hanno inciso un gelido “–5”, un segno di disprezzo che ha suscitato l’immediata e dura reazione di Fratelli d’Italia.

Per Alessio Auriemma, esponente locale del partito di Giorgia Meloni, non si tratta di una semplice bravata, ma di un segnale d’allarme sociale. «Siamo davanti a un gesto grave nei confronti della memoria della nostra comunità – dichiara Auriemma –. Colpire quella lapide significa colpire uomini che hanno servito le istituzioni e oggi non possono più difendersi, famiglie che portano ancora il peso di un sacrificio immenso».

Secondo l’esponente di FdI, l’incisione non è solo un atto contro le divise, ma il sintomo di un malessere più profondo: «È il prodotto di un clima culturale che ha smesso di indignarsi e di un silenzio che, giorno dopo giorno, ha finito per legittimare l’odio».

La nota di Fratelli d’Italia punta il dito contro il rischio dell’indifferenza: «La politica deve impegnarsi perché questa sia l’ultima volta. Ogni volta che si minimizza, si lancia il messaggio che è possibile andare oltre. Oggi è una lapide, domani potrebbe essere qualcos’altro». Auriemma ha poi espresso piena solidarietà alle famiglie degli agenti e a tutte le forze dell’ordine che quotidianamente rischiano la vita nel silenzio.

Il partito chiede ora un’azione rapida da parte di Palazzo Civico. «Chiediamo all’Amministrazione comunale di provvedere all’immediata rimozione dello sfregio – conclude Auriemma –. Serve una presa di posizione netta contro questo clima. Chi offende la memoria dei caduti offende l’idea stessa di convivenza civile».

29 Gennaio 2026