L’emergenza alberi finisce in Commissione: «Serve un Piano del Verde, la sicurezza non può attendere»

Christian Mulas lancia l'allarme dopo i nuovi crolli sul Lungomare: «Il patrimonio arboreo è vetusto. Insieme all'Assessore Marinaro puntiamo a una programmazione moderna per una città più sicura».

Non c’è più tempo per i rinvii. Ad ogni raffica di vento, Alghero conta i danni e, purtroppo, i tronchi spezzati. L’ultimo crollo in ordine di tempo – una maestosa Phytolacca sul lungomare Valencia – riaccende i riflettori sulla fragilità del patrimonio verde della Riviera del Corallo. A farsi portavoce di questa urgenza è Christian Mulas, presidente della Commissione consiliare Ambiente, che chiede un cambio di passo netto nella gestione delle infrastrutture verdi.

Secondo Mulas, la situazione attuale è il risultato di decenni di gestione critica: aiuole in cemento troppo strette e potature drastiche hanno compromesso la salute degli alberi. «Il nostro patrimonio è in gran parte vetusto», spiega il presidente. «Oggi intere vie alberate versano in condizioni mediocri, riducendo i benefici ambientali e aumentando, di contro, il rischio per l’incolumità dei cittadini».

C’è poi il tema dell’identità. Le piante di Alghero non sono solo arredo, ma storia. Il tratto tra i Bastioni e il lungomare Valencia vanta il primato in Sardegna per l’uso della Phytolacca dioica, un valore paesaggistico che Mulas intende difendere, pur senza prescindere dalla sicurezza.

«Stiamo lavorando in stretta sinergia con l’Assessore al Verde e alla Manutenzione, Francesco Marinaro», sottolinea Mulas. «La collaborazione tra Commissione e Assessorato sta già producendo risultati concreti sul fronte del decoro urbano, ma ora serve lo scatto finale».

La ricetta proposta è chiara: abbandonare la logica dell’emergenza per abbracciare quella della pianificazione. «L’unica strada percorribile è dotare Alghero, con urgenza, di un Piano del Verde», conclude il presidente della Commissione Ambiente. «È lo strumento indispensabile per rinnovare il patrimonio arboreo di fronte ai cambiamenti climatici, ottimizzare la produzione di ossigeno e, soprattutto, garantire che i cittadini possano vivere i parchi e le strade senza timore ad ogni perturbazione».

9 Gennaio 2026