Tributi ad Alghero, il PSd’Az chiede chiarezza sui crediti rivendicati da Step
Il consigliere Mulas interroga la giunta: «L'ente non paghi se non c'è un obbligo giuridico. A rischio i fondi dei cittadini».
Sulla gestione della riscossione dei tributi locali ad Alghero torna a pronunciarsi il consigliere comunale del PSd’Az, Christian Mulas. Al centro dell’intervento vi è una nota trasmessa agli uffici comunali da parte della STEP, la società concessionaria del servizio, relativa al riconoscimento dell’aggio non maturato a seguito dell’adesione dell’ente alla definizione agevolata.
Su questo punto Mulas sollecita un’immediata verifica da parte dell’amministrazione e degli uffici competenti: «Prima di qualsiasi riconoscimento economico ritengo indispensabile che l’Amministrazione renda pubbliche le valutazioni degli uffici e chiarisca con assoluta trasparenza la natura della richiesta, la sua quantificazione e l’eventuale titolo giuridico che obbligherebbe il Comune a corrisponderla».
La definizione agevolata ha consentito ai contribuenti di saldare i propri debiti tributari senza il pagamento di sanzioni e interessi. Tuttavia, la richiesta di compensazione presentata dal concessionario solleva dubbi sulla sostenibilità per le casse pubbliche.
Mulas pone una serie di quesiti diretti al Sindaco e alla giunta: «È fondata la richiesta avanzata da STEP? Esiste realmente un obbligo giuridico per il Comune di Alghero di riconoscere queste somme? E, soprattutto, perché dovrebbero essere i cittadini algheresi a farsi carico di un eventuale mancato introito del concessionario?».
Oltre alla specifica richiesta economica della STEP, l’esponente del PSd’Az amplia il dibattito sulla preferenza tra gestione privata e in house dei servizi di riscossione, sostenendo la necessità di un maggior coinvolgimento della società partecipata Secal.
«Il ricorso a un concessionario esterno ha dimostrato, a nostro giudizio, anche i suoi limiti» osserva Mulas, aggiungendo che «una società privata opera necessariamente secondo logiche proprie di un’attività economica e di remunerazione del servizio. Una società interamente partecipata dal Comune, invece, deve avere come riferimento prioritario l’interesse pubblico e quello della comunità amministrata».
Nelle conclusioni, la richiesta formulata all’amministrazione comunale rimane quella di fare massima chiarezza prima di procedere a qualsiasi liquidazione: «Prima di pagare, dunque, il Comune verifichi. E renda conto ai cittadini».
















