Tedde (Forza Italia): “Il golf come opportunità per la Sardegna”
Il consigliere nazionale di Forza Italia parla della necessità di riflettere attentamente e di puntare sulla realizzazione di impianti golfistici al fine di ampliare i flussi turistici regionali
Il turismo golfistico come opportunità strategica per ampliare l’offerta turistica della Sardegna e rafforzare la competitività dell’isola nei mercati internazionali. È questo il tema al centro dell’intervento di Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia, che invita ad aprire una riflessione concreta sulla realizzazione di nuovi impianti golfistici nel territorio regionale.
Secondo Tedde, il comparto rappresenta oggi uno dei segmenti più promettenti dell’industria turistica mondiale. “Il turismo golfistico rappresenta uno dei segmenti più dinamici del mercato turistico internazionale. Con circa 60 milioni di praticanti nel mondo e un giro d’affari stimato in oltre 20 miliardi di dollari l’anno, il golf attrae visitatori con una capacità di spesa mediamente molto superiore rispetto al turista tradizionale, con effetti positivi su tutta la filiera dell’accoglienza: alberghi, ristorazione, servizi e trasporti”.
“Non sorprende quindi che il tema sia tornato al centro del dibattito nazionale grazie all’attenzione incondizionata manifestata dal ministro dello Sport Abodi e da quella molto prudente, quasi rinunciataria, dell’assessore del Turismo della Giunta Todde” prosegue.
“La Sardegna – secondo Tedde – possiede caratteristiche straordinarie per diventare una destinazione golfistica di livello internazionale. Tuttavia, l’offerta attuale è ancora limitata. Nell’isola sono presenti solo pochi campi di livello, tra cui eccellenze riconosciute come il Pevero Golf Club, il Tanka Golf Club e il Is Molas Golf Club”.
Da qui la necessità di pianificare nuovi interventi, evitando contrapposizioni ideologiche e guardando a uno sviluppo sostenibile. “Se si vuole davvero competere con le principali destinazioni europee del turismo golfistico, è evidente che l’offerta debba crescere in modo programmato e sostenibile”.
Uno degli aspetti più discussi riguarda l’impatto urbanistico e ambientale. Su questo punto Tedde sottolinea come i campi da golf possano essere realizzati anche lontano dalla costa, contribuendo allo sviluppo delle aree interne. “Per aggirare i detrattori ideologici e gli ambientalisti ‘a prescindere’, è però importante chiarire un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: i campi da golf non devono necessariamente essere realizzati lungo la fascia costiera. Possono essere progettati anche nell’entroterra, a 30, 40 o 50 chilometri dal mare, contribuendo così alla valorizzazione delle aree interne e alla diffusione delle opportunità economiche su tutto il territorio regionale”.
Secondo il consigliere nazionale di Forza Italia, anche sotto il profilo paesaggistico e territoriale l’impatto sarebbe contenuto. “Ecco, quindi, che viene a cadere ogni obiezione di tipo urbanistico o ambientale. Per il paesaggio credo vi sia ben poco da obbiettare: il verde del golf coniugato alla qualità architettonica delle sue strutture sicuramente migliora il ‘colpo d’occhio’ e lo impreziosisce”.
“Dal punto di vista territoriale, inoltre, l’impatto sarebbe assolutamente contenuto. Un campo da golf richiede mediamente circa 50 ettari di superficie. Anche ipotizzando la realizzazione di 30 campi da golf, la superficie complessiva interessata sarebbe di circa 1.500 – 2.000 ettari. Una estensione che, rapportata alla dimensione della Sardegna, non rappresenta affatto un consumo sproporzionato di territorio” continua Tedde.
“Naturalmente, lo sviluppo del golf deve essere accompagnato da soluzioni tecnologiche moderne e sostenibili, in particolare per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico. Oggi esistono sistemi avanzati che consentono di ridurre drasticamente l’impatto sull’ambiente, come l’utilizzo delle acque reflue depurate provenienti dagli impianti di trattamento come accade ad Alghero, l’impiego di impianti di desalinizzazione e tecnologie di irrigazione di ultima generazione che ottimizzano il consumo idrico”.
Tedde cita anche esempi internazionali di campi realizzati in contesti climatici difficili, come in Qatar, Giordania ed Emirati Arabi Uniti, dove vengono utilizzate tecnologie avanzate per ridurre il consumo di acqua e migliorare la sostenibilità ambientale. L’obiettivo, spiega, è quello di allungare la stagione turistica dell’isola. “Se inserito in una strategia seria e lungimirante, il golf può diventare uno strumento importante per la destagionalizzazione del turismo, attirando visitatori nei mesi primaverili e autunnali e aumentando il tasso di utilizzo delle strutture ricettive dell’isola”.
Da qui la conclusione del consigliere nazionale di Forza Italia, che invita a superare le contrapposizioni e a puntare su una strategia di crescita equilibrata. “La vera sfida non è opporre la tutela del territorio allo sviluppo, ma costruire un modello di crescita basato su qualità, sostenibilità e programmazione. In questo quadro, il turismo golfistico può rappresentare una leva significativa per rafforzare la competitività della Sardegna e creare nuove opportunità economiche per le comunità locali”.
















