«Sui treni in Sardegna come bestie»: la denuncia di Di Nolfo sulle condizioni della tratta Sassari-Cagliari

Sovraffollamento e carrozze a 40 gradi senza aria condizionata: il consigliere regionale chiama in causa il Ministro Salvini e i vertici di Ferrovie dello Stato per chiedere interventi immediati.

«Come bestie in treno. Un viaggio da incubo, sembrava il Far West». È il racconto di un passeggero che ha viaggiato sulla tratta Sassari-Cagliari e che restituisce, ancora una volta, un’immagine inaccettabile delle condizioni del trasporto ferroviario gestito da Ferrovie dello Stato in Sardegna.

Secondo la testimonianza, il treno era completamente sovraffollato: viaggiatori ammassati nei corridoi, persone costrette a viaggiare in piedi contro i finestrini e persino passeggeri seduti a terra. Una situazione resa ancora più drammatica dalle temperature estive: circa 40 gradi all’esterno e con carrozze prive di un adeguato sistema di climatizzazione. Una condizione talmente pesante che, come riferito dal passeggero, «si faceva fatica a respirare».

«Non siamo di fronte a un semplice disservizio — denuncia il consigliere regionale on. Valdo Di Nolfo — ma all’ennesima dimostrazione di quanto la Sardegna venga considerata una periferia dal Governo nazionale, una terra da lasciare ai margini. Qui non stiamo parlando di un disagio marginale: parliamo della sicurezza, della dignità e del diritto alla mobilità di migliaia di cittadini sardi».

«Mentre ai cittadini viene chiesto di pagare regolarmente biglietti e abbonamenti per un servizio pubblico, assistiamo a scene che non sono degne di un Paese civile. Viaggiare stipati, senza aria condizionata e in condizioni potenzialmente pericolose per la salute non può diventare la normalità. I sardi non possono essere costretti ad accettare un servizio di questo livello», prosegue Di Nolfo.

«Voglio quindi chiedere conto direttamente a chi ha responsabilità politiche e istituzionali sul sistema dei trasporti: al ministro Matteo Salvini, al presidente della Commissione Trasporti della Camera, il sardo Salvatore Deidda. A questi si aggiunge il Consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato, nel quale siede, per interposta persona, anche l’algherese, Marco Tedde».

«A tutti loro chiediamo una cosa molto semplice: chiariscano cosa intendono fare. Dove sono gli interventi promessi? Dove sono le risposte ai cittadini? E soprattutto, dove sono le condizioni minime di sicurezza e dignità che dovrebbero essere garantite a chi utilizza il trasporto ferroviario nell’Isola? Perché sui treni sardi viaggiano ogni giorno non soltanto cittadini e pendolari, ma anche migliaia di turisti che scelgono la Sardegna e che hanno diritto a un servizio all’altezza della nostra terra».

«La Sardegna non può continuare a essere trattata come una terra di serie B — conclude Di Nolfo —. Chi governa e chi ha responsabilità sulle infrastrutture e sui trasporti ha il dovere di garantire servizi efficienti, sicuri e dignitosi. I cittadini sardi non chiedono privilegi: chiedono semplicemente di poter viaggiare in condizioni normali. E su questo non siamo più disposti ad accettare silenzi, giustificazioni o promesse. Governo e Ferrovie dello Stato chiariscano immediatamente».

19 Agosto 2026