“Sanità si procede ancora a tentoni e superficialità”
L'opinione di Uccio Piras
Tanto per iniziare, siamo sicuri che possiamo ancora permetterci una SANITÀ a carattere universalistico che da tutto a tutti gratis o quasi? I costi continuano a crescere e soprattutto continua a crescere la domanda di prestazioni per cui è necessario incrementare anno dopo anno le risorse economiche necessarie a farvi fronte. Questo significa però togliere soldi e perché no, alla scuola, all’agricoltura ed occupazione giovanile, giusto per fare qualche esempio, così rischiamo di trasformare nel tempo l’intero bilancio della Regione nel budget della sanità.
Invece ovvierebbe partire con una oculata strategia chiara che, a mio modesto parere, dovrebbe prevedere un’azione su un duplice piano, da un lato mettere in campo tutto quello che si può per tamponare i clamorosi buchi dell’attuale sistema e dell’altro progettare un grande piano dí prevenzione a livello territoriale che ci consenta nel medio lungo termine di mettere sotto controllo la domanda di prestazioni.
Giusto per fare un esempio, ho letto sui giornali che nel dicembre 2024 la presidente TODDE, attuale anche assessore ad Interim della sanità (dopo le tanti discusse dimissioni dell’oncologo Romano Bartolazzi!!) aveva firmato con lo Stato un accordo di programma che prevede (tra l’altro) corposi investimenti nelle case popolari: è possibile che nei bandi si tenga conto espressamente della necessità di prevenire le cadute e le malattie da frigore con punteggi premiali ai progetti che prevedono tali tipi di interventi ???
La risposta all’emergenza qui e subito é sacrosanta perche la gente soffre ma abbiamo il dovere morale di pensare al futuro e non abbiamo altra strada che curare i sani per non farli diventare ammalati. Non possiamo continuare ad inseguire la domanda di prestazioni perché non c’è la faremmo mai, ci scontreremmo con limiti economici insuperabili, dato che se si aumentano troppo le tasse si rischia di soffocare l’intera economia.
Possiamo quindi escludere dall’assistenza i più benestanti, possiamo imporre ticket più salati ma da un lato questo non sarebbe comunque sufficiente e dall’altro intravedo un conflitto morale nel comportamento di uno Stato che incrementa il prelievo fiscale (perché il ticket questo è!!) su una parte dei cittadini negandogli o riducendogli allo stesso tempo i servizi.
Possiamo ipotizzare un maggior raggio d’azione per le strutture convenzionate che aiuterebbero a contrarre i costi data la notoria maggiore efficienza delle gestioni private, possiamo pensare ad agevolazioni fiscali o aiuti di qualche fora per le assicurazioni fiscali o aiuti di qualche forma per le assicurazioni sulla salute (oggi una discreta polizza costa circa 2.000 euro, cifra possibile per molti!!!), possiamo immaginare altre soluzioni più o meno fantasiose di sistemi misti.
Bene, da cittadino, su questo vorrei capire cosa hanno in mente la Giunta, la Todde e la maggioranza che la sostiene. Per ora abbiamo capito solo che vogliono mandare via i Direttori Generali delle ASL. La sanità in Sardegna è effettivamente allo sbando più generalizzato, ci auguriamo che medici, infermieri e farmacisti sono pronti (essendo sul piede di guerra!!) a dimettersi per andare a lavorare in continente o all’estero.
Ci auguriamo che la Todde quanto prima scelga un assessore della sanità competente e capace di farci uscire da questo agognato marasma. Dio ce la mandi buona. Ritorneremo quanto prima su questo scottante problema!
Ad Maiora















