«Sanità sarda abbandonata al proprio destino: l’isola rischia il commissariamento»

Il duro grido d'allarme di Marco Tedde (FI) sulla crisi dei reparti: «Pronto soccorso saturi e carenza cronica di medici. La gestione della presidente Todde è fallimentare».

La gestione della sanità sarda finisce nel mirino dell’opposizione. Il consigliere nazionale di Forza Italia, Marco Tedde, lancia un duro atto d’accusa contro la presidente della Regione, parlando di un comparto ormai all’ultimo stadio. «La sanità sarda è ormai fuori controllo. Reparti saturi, carenza cronica di personale, liste d’attesa interminabili e territori sempre più abbandonati», denuncia l’esponente azzurro.

Al centro della polemica c’è la scelta della governatrice di tenere per sé la guida del settore più delicato dell’isola. Secondo il dirigente forzista, si tratta di «una situazione gravissima rispetto alla quale la presidente Alessandra Todde continua a esercitare impropriamente il ruolo di assessore della Sanità senza avere il tempo, la capacità e le competenze necessarie per affrontare una crisi che giorno dopo giorno sta travolgendo il sistema sanitario regionale».

Il bilancio tracciato da Forza Italia dopo i primi mesi di legislatura descrive una situazione di totale abbandono. «Da sei mesi la sanità sarda è gestita dalla presidente Todde, che però l’ha completamente abbandonata al proprio destino», incalza l’esponente di Forza Italia. «I risultati sono sotto gli occhi di tutti: ospedali al collasso, operatori sanitari stremati, pazienti costretti ad attendere giorni nei pronto soccorso e reparti che lavorano stabilmente oltre i limiti di sicurezza».

Questo grido d’allarme, spiega il consigliere, non è isolato ma riflette una spaccatura profonda tra l’amministrazione e chi vive la sanità ogni giorno. «Raccogliamo il grido d’allarme che arriva dai pazienti, dagli operatori e dalle organizzazioni sindacali, che denunciano una situazione ormai insostenibile in tutta l’isola. Le continue segnalazioni sul sovraffollamento delle corsie, sulla mancanza di medici, infermieri, OSS e tecnici sanitari certificano il fallimento della gestione della Todde».

Dietro la scelta di non nominare un assessore dedicato ci sarebbe, secondo l’analisi di Tedde, una precisa manovra politica legata alla gestione del potere interno. «La presidente Todde ha scelto di accentrare su di sé la delega più delicata della Regione per sete di potere e per gestire il poltronificio delle ASL. Senza però garantire presenza, programmazione e capacità di governo. Una scelta che oggi sta producendo effetti devastanti sui cittadini sardi, costretti a pagare sulla propria pelle inefficienze e immobilismo».

Le conseguenze di questo stallo potrebbero presto superare i confini regionali, portando a scenari drastici per l’isola. «Continuando di questo passo, tra ospedali al collasso, servizi insufficienti e totale assenza di programmazione, la Sardegna rischia di imboccare una deriva pericolosa che potrebbe aprire persino la strada a forme di commissariamento sanitario da parte dello Stato, come già avvenuto in altre regioni italiane».

21 Maggio 2026