Ristorazione ad Alghero, Lombardi: «Non è pigrizia, la crisi del personale nasce da condizioni insostenibili»
Dall'esclusione degli over 40 ai giovani mandate in sala senza preparazione: la ricetta del Movimento Imprese Ospitalità per rilanciare il comparto.
C’era una volta il cameriere fiero del proprio mestiere, capace di accogliere i clienti con un sorriso autentico. Oggi quel sorriso è spesso una maschera di stanchezza. Mentre la narrazione corrente continua a ripetere che la carenza di personale sia colpa della pigrizia delle nuove generazioni, la realtà sul campo racconta una storia diversa: il settore è cambiato, le condizioni sono diventate insostenibili e la passione è stata soffocata da ritmi opprimenti. A lanciare l’allarme è Marco Lombardi, referente per la Regione Sardegna di Mio Italia (Movimento Imprese Ospitalità) e figura attiva nel sociale e sul fronte politico con la Lega ad Alghero. Lombardi analizza la crisi del comparto fornendo una visione d’insieme che collega la tutela sindacale all’impegno per il territorio.
«In una città turistica siamo tutti collegati», dichiara Lombardi. «Aeroporto, trasporti, negozi e ristorazione fanno parte dello stesso ingranaggio. Se crolla la qualità del lavoro in un settore, ne risente inevitabilmente l’intera economia dell’accoglienza».
Nel dettaglio dell’analisi, il nodo centrale risiede nella radicale trasformazione del lavoro nei ristoranti. Negli anni, le ore richieste sono aumentate a dismisura, superando i limiti contrattuali senza adeguate retribuzioni. A gravare sui dipendenti vi è soprattutto il fenomeno delle “mansioni jolly”, con lavoratori assunti per la sala che si ritrovano a fare le pulizie, i lavapiatti o la cassa.
Una flessibilità esasperata che ha generato un cortocircuito occupazionale ai danni dei professionisti della “vecchia guardia”, ovvero i lavoratori over 40. «Oggi molti commercianti pretendono ritmi e mansioni totali che sviliscono la professione», spiega il referente di Mio Italia. «Il risultato è che i camerieri esperti, coloro che hanno fatto la storia dell’ospitalità e che giustamente pretendono il rispetto dei contratti e della propria dignità, vengono tagliati fuori dal mercato e non trovano più spazio».
Sul versante opposto si colloca la situazione dei giovani stagionali, impiegati per coprire i buchi d’organico ma spesso privi di tutele e preparazione, trasformando il mestiere da scelta dettata dall’amore per l’ospitalità a mezzo di pura sopravvivenza economica, con un rapido rischio di burnout.
«I ragazzi vanno tutelati», incalza Lombardi. «Assistiamo a situazioni in cui i giovani vengono presi, potremmo dire, direttamente dalla strada e catapultati in sala: “vai e servi”, senza alcuna formazione strutturata. Svolgono mansioni che non hanno mai fatto prima, senza una guida. Non è così che si costruisce il futuro del turismo».
Per superare le criticità che penalizzano sia i giovani sia gli over 40, Lombardi sottolinea la necessità di unire l’azione sociale di Mio Italia al supporto politico della Lega ad Alghero, al fine di portare le istanze della categoria sul tavolo delle istituzioni. Tra le priorità individuate figurano l’introduzione di corsi di formazione obbligatori e retribuiti per i giovani e incentivi economici per le imprese virtuose.
«Chiediamo ulteriori modifiche agli sgravi fiscali importanti per le aziende già in uso, con un focus specifico per l’assunzione e il reinserimento degli over 40, per permettere ai ristoratori onesti di usufruire di un personale qualificato senza essere strozzati dai loro contributi», conclude Marco Lombardi. «Difendere il turismo ad Alghero significa anche combattere l’abusivismo che fa concorrenza sleale, garantire i collegamenti del nostro aeroporto e proteggere il commercio locale. Se non restituiamo dignità a chi lavora dietro le quinte, perderemo definitivamente la cultura dell’ospitalità sarda».
















