Raccolta rifiuti nella zona turistica, Mulas: «Dopo Ferragosto porterò i disservizi in Commissione»

Il presidente della Commissione Igiene e Ambiente annuncia un'interrogazione dopo le numerose segnalazioni di ritardi e mancati passaggi nella raccolta tra Fertilia, Capo Caccia e Santa Maria La Palma.

Il servizio di nettezza urbana nelle aree turistiche di Alghero finisce al centro dell’attenzione istituzionale a causa di una serie di criticità segnalate da residenti e attività ricettive. Le lamentele riguardano in particolare il territorio compreso tra il Palazzo dei Congressi, Fertilia, la costa verso Capo Caccia e Santa Maria La Palma.

Sulla vicenda è intervenuto Christian Mulas, presidente della Commissione Igiene Pubblica e Ambiente del Comune di Alghero, annunciando la trattazione dell’argomento dopo la pausa festiva: «Dopo Ferragosto porterò in Commissione Igiene Pubblica e Ambiente le numerose segnalazioni che stanno arrivando in queste settimane sul servizio di nettezza urbana».

Secondo quanto riportato dal presidente della Commissione, i disservizi interessano un’area ad alta concentrazione turistica. «Alghero è una città turistica che registra oltre 250 mila presenze e, soprattutto nei mesi estivi, deve essere messa nelle condizioni di garantire servizi adeguati agli ospiti, ai residenti e alle attività che contribuiscono in maniera importante all’economia della città. Alberghi, campeggi, villaggi turistici, ristoranti, bar e B&B in questo periodo lavorano a pieno regime e i quantitativi di rifiuti aumentano inevitabilmente».

Pur riconoscendo l’impatto dei flussi stagionali sulla gestione logistica, Mulas ha richiamato l’attenzione sulla frequenza dei solleciti ricevuti: «Comprendo perfettamente che durante l’estate la maggiore presenza turistica comporti un aumento significativo della richiesta di servizio e che questo possa creare maggiori difficoltà organizzative. Tuttavia, non possiamo ignorare il numero delle segnalazioni che stanno arrivando dalle attività comprese tra Fertilia, la costa verso Capo Caccia e Santa Maria La Palma». Le contestazioni raccolte si concentrano su passaggi di raccolta non effettuati o eseguiti in ritardo.

Nel merito delle cause, il presidente della Commissione ha precisato il proprio orientamento: «Non intendo puntare il dito contro gli operatori che quotidianamente svolgono il loro lavoro perché il problema, da quanto emerge dalle segnalazioni, sembra essere soprattutto di carattere organizzativo. Quando i passaggi saltano, non è corretto scaricare la responsabilità sugli operatori che sono sul campo. Occorre invece capire se l’organizzazione del servizio, i mezzi e la programmazione siano adeguati alle reali esigenze di un territorio così vasto e complesso».

Un punto specifico riguarda la dotazione della flotta aziendale. «Ci sono nuovi mezzi, compresi camion che richiedono la patente C, ma occorre verificare se il numero dei mezzi disponibili per la patente B sia sufficiente e, più in generale, se l’intero parco mezzi sia adeguato alle necessità. La zona della costa turistica comprende un territorio molto esteso, con circa 100 chilometri di viabilità e una concentrazione elevatissima di strutture ricettive e attività commerciali».

Mulas ha inoltre evidenziato il profilo relativo ai corrispettivi dovuti dall’utenza: «Non possiamo dimenticare che queste attività pagano regolarmente i tributi e le tariffe previste per il servizio e hanno quindi il diritto di ricevere un servizio puntuale ed efficiente. Se un’attività turistica si trova costretta a segnalare ripetutamente il mancato passaggio della raccolta, soprattutto nel pieno della stagione, significa che qualcosa deve essere verificato».

In merito al successivo iter consiliare, il piano di approfondimento prevederà una verifica strutturale dei capitolati e delle risorse: «Per questo motivo dopo Ferragosto porterò tutte le segnalazioni in Commissione Igiene Pubblica e Ambiente. Chiederemo di fare chiarezza sull’organizzazione del servizio, sulla disponibilità dei mezzi, sul personale, sulla programmazione dei passaggi e sulle eventuali criticità dell’attuale gestione. Sarà inoltre necessario rivedere l’appalto e verificare se le condizioni previste siano ancora adeguate alle esigenze di una città turistica come Alghero, soprattutto nelle aree costiere dove la presenza di alberghi, villaggi, campeggi, ristoranti, bar e B&B determina un aumento considerevole della produzione di rifiuti».

«L’obiettivo — ha concluso Christian Mulas — non è creare polemiche, ma trovare soluzioni. Alghero deve essere all’altezza della propria vocazione turistica e garantire un servizio di igiene urbana efficiente, soprattutto nei mesi di maggiore affluenza».

10 Agosto 2026