Porto Torres, Guardia Costiera sequestra cantiere nautico da 50 mila metri quadri

L’operazione "Clean Waters 2.0" fa scattare i sigilli in un'area industriale: contestati reati ambientali legati a scarichi, rifiuti e occupazione del demanio.

Una vasta operazione di vigilanza ambientale, denominata “Clean Waters 2.0”, ha portato al sequestro di un’area di circa 50.000 metri quadrati nel territorio comunale di Porto Torres. Il provvedimento, eseguito dal personale della locale Capitaneria di Porto e convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari, ha interessato gli spazi nella disponibilità di un cantiere nautico della zona.

L’attività investigativa è stata condotta dalla sezione Polizia Marittima della Guardia Costiera turritana sotto il coordinamento della Direzione Marittima del Nord Sardegna. Gli accertamenti si sono concentrati sulla verifica della corretta gestione delle aree operative e delle attività connesse al settore nautico, facendo emergere diverse presunte criticità sotto il profilo della normativa ambientale.

In particolare, le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti riguardano una gestione non conforme dei rifiuti, irregolarità negli scarichi idrici e nelle emissioni in atmosfera, oltre alla contestazione per l’occupazione del suolo demaniale marittimo. L’intervento rientra tra i compiti di sorveglianza assegnati dal Testo Unico Ambientale al Corpo delle Capitanerie di porto, impegnato quotidianamente nel contrasto a condotte illecite che minacciano l’ecosistema marino e costiero.

I risultati ottenuti rappresentano un segnale forte nella tutela del territorio, confermando la centralità dell’azione della Guardia Costiera nella prevenzione dei reati ambientali. Le autorità precisano tuttavia che, data l’attuale fase del procedimento legata alle indagini preliminari, vige per i soggetti coinvolti la presunzione di innocenza fino all’eventuale accertamento definitivo di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

6 Marzo 2026