Passeggiata invasa dai rifiuti dopo la festa
Christian Mulas denuncia le condizioni del lungomare all'indomani dell'ultima manifestazione: «Un danno d'immagine pesante per la città. Ho sollecitato l'Assessorato a verificare i fatti».
Un risveglio tra i rifiuti che solleva una durissima polemica politica e istituzionale. Il presidente della Commissione Consiliare Ambiente e Igiene Sanitaria, Christian Mulas, interviene con fermezza per stigmatizzare lo stato di totale degrado in cui sono stati lasciati il lungomare e la passeggiata cittadina all’indomani dell’ultima manifestazione serale.
L’esponente della Commissione non usa giri di parole per descrivere lo scenario post-evento: «Non ha alcuna importanza il genere di iniziativa, che si sia trattato di un appuntamento musicale, culinario o di intrattenimento – attacca Mulas –. Ciò che conta è lo spettacolo indecente rimasto sotto gli occhi di tutti questa mattina: sporcizia ovunque, immondizia sparsa lungo la costa e un danno d’immagine gravissimo per Alghero».
Secondo il presidente della Commissione, l’episodio rappresenta una mancanza di rispetto verso l’intera comunità: «Siamo davanti a condizioni inaccettabili che offendono i residenti, i turisti e tutti quegli operatori ecologici che ogni giorno si impegnano per garantire la pulizia urbana. Osservare uno dei punti più suggestivi del nostro litorale trasformato in una pattumiera è avvilente».
Dato che non si tratterebbe di un caso isolato, Mulas chiede ora un’inversione di rotta immediata e l’individuazione formale di chi ha fallito nelle operazioni di ripristino dei luoghi pubblici.
«È indispensabile fare immediata chiarezza sulle responsabilità di questo scempio – conclude il presidente della Commissione Ambiente –. Chi ha gestito la manifestazione e chi doveva supervisionare la pulizia delle aree pubbliche deve rispondere direttamente ai cittadini. Non si può tollerare che la tutela del territorio venga calpestata in nome degli eventi. Ho già sollecitato l’Assessorato e i tecnici comunali affinché verifichino i fatti e applichino provvedimenti rigorosi, per scongiurare il ripetersi di simili scempi in futuro».














