«La crisi abitativa in Sardegna non è colpa degli affitti brevi»

Di Gangi (FdI) esorta la Regione e i Comuni a sfruttare i fondi nazionali: «Servono investimenti e meno ideologia. Da Alghero a tutto il territorio isolano, AREA sblocchi i cantieri e ristrutturi gli alloggi fermi da anni».

L’approvazione alla Camera del Decreto Legge sul nuovo Piano Casa diventa l’occasione per ridefinire le priorità delle politiche abitative in Sardegna. Il responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia, Marco Di Gangi, promuove a pieni voti la manovra del Governo Meloni – che punta a immettere sul mercato circa 100 mila alloggi nei prossimi dieci anni grazie a un piano strutturale da 10 miliardi di euro entro il 2034 – e sposta l’asse del dibattito isolano lontano dalle consuete polemiche sulla ricettività extra-alberghiera.

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, nell’Isola il problema degli affitti e delle case popolari viene troppo spesso affrontato con una chiave di lettura distorta. «È un grave errore individuare nel turismo, nelle locazioni a breve termine e nelle strutture extralberghiere i veri colpevoli dell’emergenza abitativa nelle città d’arte o nelle località balneari – evidenzia Di Gangi –. Si tratta di una visione superficiale che serve solo a nascondere le reali lacune del sistema sardo».

Per l’esponente di FdI, le origini del malessere immobiliare nell’Isola risiedono nella carenza cronica di edilizia residenziale pubblica, nel degrado dei beni demaniali inutilizzati, nell’assenza di piani per l’housing sociale e nei forti ritardi della pianificazione urbanistica regionale. A questo si somma lo scetticismo dei privati: «Molti proprietari decidono di non affittare a lungo termine perché l’attuale quadro normativo non tutela a sufficienza in caso di morosità e rende i tempi di sfratto biblici. Questa insicurezza spinge inevitabilmente verso locazioni più flessibili e protette».

Il nuovo Piano Casa nazionale viene quindi descritto come una chance imperdibile per invertire la rotta, a patto che gli enti sardi si dimostrino pronti a intercettare le risorse. «È fondamentale che AREA Sardegna acceleri subito i cantieri di edilizia pubblica bloccati in tutta l’Isola, rimettendo a nuovo gli immobili oggi inagibili per scorrere le graduatorie delle famiglie aventi diritto – incalza Di Gangi, citando anche il caso specifico del territorio di Alghero –. Comuni e Regione devono avviare un’analisi concreta sulle reali necessità della popolazione, puntando su edilizia convenzionata e rigenerazione urbana senza penalizzare il turismo, che resta il motore economico della Sardegna. Il diritto alla casa si garantisce con i fatti, i fondi e la programmazione, non trovando capri espiatori».

24 Giugno 2026