Parco di Porto Conte, la maggioranza: «Il Piano sia approvato dal Consiglio comunale»
I gruppi consiliari chiedono una governance snella e la tutela del ruolo di Alghero, senza preclusioni ad aperture verso la Città Metropolitana di Sassari.
I consiglieri comunali di maggioranza ad Alghero — Giampietro Moro, Beatrice Podda, Giusy Piccone, Gabriella Esposito, Christian Mulas, Gianni Martinelli, Emiliano Piras, Anna Arca Sedda e Marco Colledanchise — intervengono con una nota congiunta sull’assemblea del Parco di Porto Conte convocata dal presidente Emiliano Orrù, ribadendo la volontà di affrontare il dibattito sul futuro dell’area protetta con un confronto basato su atti ufficiali e responsabilità istituzionale.
Nel corso della riunione, i nove firmatari hanno rilevato la ridotta partecipazione dei rappresentanti dell’opposizione che avevano sostenuto l’iniziativa: «Nel corso dell’assemblea, dei nove consiglieri comunali proponenti erano presenti soltanto quattro. Un dato che merita di essere rilevato, soprattutto quando si affrontano questioni così rilevanti per il futuro del Parco e per il ruolo della comunità algherese. Su temi di questa portata, riteniamo che la responsabilità istituzionale debba tradursi in una partecipazione concreta e in un confronto fondato sui contenuti, più che su contrapposizioni preventive».
In merito al riassetto normativo delle aree protette, i consiglieri di maggioranza sottolineano che non è ancora stato formalizzato alcun testo definitivo da parte della Regione: «Ad oggi, non existe ancora un testo ufficiale del disegno di legge regionale di riforma delle aree protette sul quale sia possibile esprimere una valutazione compiuta. Proprio per questo, riteniamo necessario evitare contrapposizioni preventive e lavorare per costruire una posizione condivisa, capace di tutelare concretamente gli interessi della comunità algherese».
Sul tema della futura gestione dell’ente, il documento evidenzia la necessità di preservare il peso istituzionale e territoriale della città: «La maggioranza propone che la futura governance del Parco garantisca una rappresentanza forte, autorevole e concreta della comunità algherese, riconoscendo il ruolo centrale del Comune di Alghero e il legame profondo che unisce la città al proprio patrimonio ambientale. Qualsiasi ipotesi di riforma dovrà offrire garanzie istituzionali chiare e assicurare che le decisioni sul futuro del Parco tengano conto delle esigenze del territorio che lo ha custodito e valorizzato nel tempo».
Tra le indicazioni operative avanzate dai firmatari figura l’estensione delle competenze dell’aula consiliare sulle scelte programmatiche dell’area di riserva: «Riteniamo fondamentale che il Consiglio comunale di Alghero sia pienamente coinvolto nelle scelte strategiche che riguardano il Parco, a partire dal suo Piano. Proponiamo pertanto che il Piano del Parco sia sottoposto anche al voto del Consiglio comunale, affinché le scelte fondamentali sulla tutela, sulla valorizzazione e sul futuro dell’area protetta possano essere discusse e condivise nella massima sede di rappresentanza democratica della città».
La nota affronta infine i temi della semplificazione gestionale e dell’eventuale raccordo con l’ente di area vasta: «La questione della governance deve essere affrontata con serietà, valutando anche l’opportunità di un assetto più snello ed efficace, capace di garantire continuità amministrativa, competenze e una visione di lungo periodo. Anche il possibile coinvolgimento della Città metropolitana di Sassari dovrà essere valutato senza pregiudizi, sulla base di un confronto concreto e coerente con la prospettiva di area vasta. Questo non deve in alcun modo tradursi in un indebolimento del ruolo di Alghero, che dovrà essere salvaguardato attraverso garanzie precise».
In conclusione, Moro, Podda, Piccone, Esposito, Mulas, Martinelli, Piras, Arca Sedda e Colledanchise ribadiscono l’impegno a proseguire il confronto nelle commissioni e negli organi preposti: «Il Parco di Porto Conte è un patrimonio di Alghero e del territorio: il suo futuro va costruito con la partecipazione della comunità, con istituzioni forti e con scelte condivise, non con contrapposizioni preventive».
















