Maltempo ad Alghero, la Nurra resiste ma attacca il PAI: “I canali storici salvano le aziende, la città no”
Mentre a sud della città si contano i danni, l'agro resiste grazie alla rete idraulica del secolo scorso. Tiziana Lai: «Dati pluviometrici reali superiori a quelli stimati: serve uno studio che non dimentichi la mano dell'uomo».
Le piogge torrenziali che hanno colpito il territorio algherese nelle ultime settimane, culminate con il pericoloso sistema temporalesco “V-Shaped” formatosi al largo di Capo Caccia e con le intense perturbazioni natalizie, hanno riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza idrogeologica della zona. A tracciare un bilancio lucido e critico è Tiziana Lai, presidente del Comitato zonale Nurra, che pone l’accento su un paradosso evidente: mentre la città di Alghero e l’area sud hanno sofferto pesanti allagamenti e disagi, la storica rete di bonifica della Nurra ha superato l’esame della natura a pieni voti.
Nonostante un’età media di ottant’anni e una manutenzione che la stessa Lai definisce scarsa, l’imponente infrastruttura idraulica dell’agro ha garantito il corretto deflusso delle acque meteoriche verso la laguna del Calich, salvaguardando centinaia di aziende agricole. Questo risultato è il frutto della lungimiranza e della competenza degli ingegneri idraulici che progettarono la Bonifica, creando una rete capace di reggere anche laddove non sono stati effettuati recenti interventi di pulizia. Il rammarico resta invece per il contesto urbano e le zone limitrofe, dove la mancanza di una simile efficienza ha causato i critici scenari visti nei giorni scorsi.
La situazione attuale porta necessariamente a una riflessione profonda sui criteri del Piano di Assetto Idrogeologico. Secondo la presidente Lai, lo studio del PAI risulterebbe distante dalla realtà operativa del territorio, specialmente per quanto riguarda i vincoli Hi4. I dati pluviometrici registrati durante le ultime emergenze sono stati infatti superiori a quelli teorici previsti dal piano, dimostrando che i calcoli attuali potrebbero essere sottostimati. Vi è inoltre il fattore legato alla trasformazione agricola del territorio: negli anni le superfici vitate sono aumentate sensibilmente e la letteratura scientifica conferma che l’apparato fogliare dei vigneti può intercettare fino al 50% della pioggia, influenzando drasticamente il ruscellamento superficiale che il PAI dovrebbe gestire.
Il Comitato Zonale guarda ora con speranza al nuovo incarico tecnico affidato dall’Amministrazione per l’aggiornamento in variante al Piano. L’auspicio è che il nuovo studio non si limiti a una fredda analisi burocratica ma tenga in debita considerazione i progetti dei canali artificiali, le evidenze scientifiche sulla copertura del suolo e i nuovi rilievi a terra. L’obiettivo finale deve essere quello di fornire una fotografia corretta del territorio, evitando una volta per tutte pericolose confusioni tra fiumi e canali o tra semplici cunette stradali e veri argini fluviali, garantendo così una pianificazione sicura per il futuro della Nurra e di Alghero.
















