«Lettura fuorviante dell’ordinanza»: il Consorzio rincara la dose sul Parco di Porto Conte

Dalla mancanza del Regolamento AMP ai tagli alle attività: ecco perché il Disciplinare 2026 è ancora in discussione

È scontro aperto tra il Consorzio Commerciale del Porto di Alghero e il Parco di Porto Conte a seguito dell’udienza tenutasi davanti al TAR Sardegna. In una nota diffusa dal Direttivo, l’associazione degli operatori esprime «profonda meraviglia» per la ricostruzione offerta dal Parco, ritenendola «non aderente alla reale portata del provvedimento assunto dal Tribunale».

Secondo il Consorzio, i giudici amministrativi non avrebbero espresso alcuna valutazione sull’operato dell’ente gestore: «Il TAR non ha espresso alcun giudizio sulla legittimità del Disciplinare 2026, né tantomeno ne ha attestato la correttezza. Il Collegio si è limitato a rinviare la trattazione all’udienza di merito fissata per il mese di gennaio 2027, quando saranno esaminate e decise tutte le censure formulate dal Consorzio ricorrente».

Di conseguenza, la sigla dei commercianti portuali reputa «del tutto improprio sostenere che l’udienza abbia confermato la bontà del percorso intrapreso dal Parco», ricordando che «la legittimità del Disciplinare è ancora interamente sub iudice e sarà il TAR, e soltanto il TAR, a pronunciarsi nel merito».

I profili di illegittimità sollevati nel ricorso riguardano, tra le altre cose, «l’assenza del Regolamento dell’Area Marina Protetta, la violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, l’introduzione di limitazioni ritenute prive di adeguata motivazione, la compressione delle attività economiche legittimamente esercitate, il difetto di istruttoria e di coinvolgimento effettivo degli operatori interessati». Elementi a cui si aggiungerebbe il fatto che «le modifiche al Disciplinare recentemente proposte dal Parco al Ministero dell’Ambiente dimostrano che le criticità segnalate dagli operatori non erano affatto infondate».

La nota contesta quindi la comunicazione resa dall’ente di tutela ambientale, accusata di offrire «una lettura enfatica e non corrispondente al contenuto del provvedimento del TAR, con il rischio di indurre l’opinione pubblica a ritenere che il Tribunale abbia già avallato il Disciplinare, circostanza del tutto destituita di un minimo di fondamento».

La posizione del Direttivo del Consorzio Commerciale si chiude confermando «piena fiducia nella magistratura amministrativa» e con l’attesa serena della decisione di merito, con la convinzione che la sede giudiziaria permetterà di «valutare in modo approfondito tutte le censure formulate e accertare la legittimità o meno del Disciplinare 2026».

30 Luglio 2026