Il Comitato Suolo Pubblico: «Eco-box nell’incuria, il Comune applichi i controlli e le revoche»
Pubblicato il dossier "Il cappello dell'eco-box": il gruppo di cittadinanza attiva documenta degrado, rifiuti e sporcizia attorno alle strutture e chiede il rispetto del regolamento comunale.
«È troppo chiedere che la bellezza e il decoro della città di Alghero vengano rispettati?». Inizia con questo interrogativo il dossier “Il cappello dell’eco-box”, elaborato dal Comitato Suolo Pubblico Bene Comune per denunciare lo stato di abbandono e la scarsa manutenzione che interessano diverse strutture per la raccolta dei rifiuti in città.
Al centro della contestazione c’è il mancato rispetto dell’articolo 9 del Regolamento comunale sugli eco-box (approvato con delibera n. 3 del 21 gennaio 2021). La norma impone ai titolari delle attività commerciali l’obbligo di posizionare fiori o piante ornamentali sulla parte superiore della struttura per impedirne l’uso come deposito abusivo di immondizia, oltre a garantire la pulizia e la manutenzione ordinaria e straordinaria dei rivestimenti in legno e degli sportelli.
Secondo le verifiche condotte dal Comitato tra maggio e agosto attraverso sopralluoghi e documentazione fotografica, la situazione reale risulterebbe tutt’altro che conforme al regolamento. Sebbene l’associazione riconosca l’esistenza di strutture gestite con senso di responsabilità e rispetto delle norme, segnala al contempo numerosi casi di grave incuria: eco-box sporchi, sommersi da rifiuti abbandonati, marciapiedi unti da percolato e presenza di roditori. In un episodio documentato si è persino verificato un incendio di imballaggi in cartone a ridosso di una struttura, che ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco e la chiusura temporanea di un tratto di via Garibaldi da parte della Polizia Locale.
Nel corso dei mesi il Comitato ha inviato diversi report alle istituzioni e richiesto l’intervento della Sezione Ambientale della Polizia Locale per l’individuazione delle violazioni. Alla luce dei dati raccolti nel dossier, l’associazione rivolge un appello formale all’Amministrazione comunale per sapere se siano stati effettuati i dovuti controlli e se sia stato applicato l’articolo 10 del regolamento. La norma prevede infatti la revoca della concessione per l’installazione dell’eco-box qualora vengano accertate tre violazioni nell’arco di dodici mesi.


















