Grandi eventi: M5S, AVS e Riformiamo difendono la Fondazione. «FdI crea solo sospetti infondati»
Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e Riformiamo Alghero rispondono duramente alle critiche sollevate da Fratelli d’Italia in merito all'avviso pubblico per i concerti 2026-2027.
Non si placa la polemica politica sulla programmazione dell’estate algherese. Con una nota congiunta, le forze di maggioranza Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e Riformiamo Alghero rispondono duramente alle critiche sollevate da Fratelli d’Italia in merito all’avviso pubblico per i concerti 2026-2027. La coalizione parla di “rappresentazione distorta del quadro reale” e scende in campo per blindare l’operato tecnico della Fondazione Alghero.
Il cuore della disputa riguarda il requisito dei 3.500 spettatori paganti negli ultimi cinque anni, accusato dal centrodestra di tagliare fuori le realtà locali. La maggioranza chiarisce però che non si tratta di un’invenzione dell’ultima ora: «Il criterio era già previsto nel bando dello scorso anno ed è stato riproposto in piena continuità».
A sostegno della tesi che le imprese sarde siano competitive, i gruppi citano l’esempio dell’ultima edizione, quando operatori regionali hanno portato all’Anfiteatro “Ivan Graziani” nomi del calibro di Loredana Bertè ed Edoardo Bennato. Secondo M5S, AVS e Riformiamo, la distinzione tra contenitori è fondamentale: mentre Lu Quarter, il Teatro Civico e l’Alguer Hall sono destinati alla programmazione territoriale e alle associazioni locali, l’Anfiteatro è uno spazio strategico per eventi di massa che richiedono “comprovata solidità economica e capacità gestionale”.
L’affondo più pesante è rivolto alle modalità di opposizione di Fratelli d’Italia. La maggioranza denuncia un uso massiccio e reiterato delle richieste di accesso agli atti su procedure tecniche già tracciate e trasparenti.
«Il continuo ricorso a questo strumento, pur legittimo, finisce per insinuare un sospetto ingiustificato sulla correttezza delle procedure e sull’operato della struttura amministrativa», si legge nella nota.
Secondo i tre gruppi, si tratterebbe di un tentativo di “sovrapporre il piano della polemica politica a quello della gestione amministrativa”, mettendo inutilmente in dubbio l’integrità di uffici che operano secondo le norme vigenti.
In chiusura, la coalizione di governo ribadisce che la programmazione culturale deve garantire qualità e uso responsabile delle risorse pubbliche. La sfida lanciata a Fratelli d’Italia è quella di puntare sulla crescita del sistema culturale sardo anziché “tornare a modelli che hanno già evidenziato i propri limiti”. Per la maggioranza, la tutela della trasparenza passa dal rispetto delle regole, non dall’insinuazione costante del dubbio.















