Giallo di Pian de Sorres: indagati due sassaresi per la morte e l’occultamento del cadavere
Chiusa l'inchiesta sul drammatico ritrovamento del settembre 2025. Per l'accusa la vittima fu stroncata da un mix di eroina e alcol: «Fu lasciata morire senza chiamare il 118 e poi gettata in un campo».
La Procura della Repubblica di Sassari ha chiuso il cerchio attorno alla tragica morte dell’uomo il cui corpo venne ritrovato quasi un anno fa in un campo della Nurra. I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia locale hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a due residenti della zona, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Le accuse contestate a vario titolo dai magistrati sono pesantissime: spaccio di stupefacenti, omicidio colposo e occultamento di cadavere.
La svolta nell’inchiesta arriva dopo mesi di accertamenti complessi e silenziosi, avviati nel settembre del 2025 dopo il macabro ritrovamento della vittima nelle campagne di Pian de Sorres, a ridosso della strada provinciale 56.
La ricostruzione dei militari dell’Arma colloca l’inizio del dramma alla serata del 6 settembre 2025. Secondo l’impianto accusatorio, uno dei due indagati avrebbe venduto alla vittima una dose di eroina. Dopo aver assunto la sostanza e aver consumato alcolici, l’uomo aveva accusato un malore violento, scivolando rapidamente in uno stato di totale incoscienza.
A quel punto, anziché allertare i soccorsi, l’altro indagato avrebbe preso una decisione fatale. Durante la notte tra il 6 e il 7 settembre, l’uomo avrebbe assistito all’agonia dell’amico senza chiamare il 118 né tentare di rianimarlo, lasciandolo morire nell’appartamento.
Preso dal panico, lo stesso indagato avrebbe poi caricato il cadavere per disfarsene e cancellare le tracce, abbandonandolo in un terreno incolto della periferia sassarese. L’allarme per la scomparsa dell’uomo aveva fatto scattare una massiccia operazione di perlustrazione che aveva impegnato per giorni i Carabinieri e le squadre dei Vigili del Fuoco, fino al tragico epilogo del 10 settembre 2025, quando il corpo venne individuato in avanzato stato di decomposizione.
Le prove raccolte dagli investigatori sono state infine depositate in Procura, che ha emesso i relativi avvisi di garanzia. Per i due indagati, come previsto dall’ordinamento giuridico, resta valido il principio di presunzione di innocenza fino all’eventuale terzo grado di giudizio.
















