Gestione campo Maria Pia: la posizione dell’Alguer Rugby dopo l’ordinanza del TAR
Il sodalizio sportivo invoca il rispetto del Codice dei contratti e chiede una gara aperta per l'impianto: «Maria Pia è l'unica struttura idonea, serve parità di accesso per tutte le società».
Si arricchisce di un nuovo capitolo il contenzioso legale relativo alla gestione dell’impianto sportivo di Maria Pia. Dopo la recente ordinanza cautelare emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, l’ASD Alguer Rugby 2024 ha diffuso una nota ufficiale per precisare la propria posizione e chiarire i contorni della battaglia giudiziaria in corso contro il Comune di Alghero.
Al centro della disputa non vi sarebbe, secondo il sodalizio, la ricerca di un privilegio, bensì l’istanza di una corretta applicazione delle norme vigenti. L’associazione sottolinea come la propria linea sia stata, sin dall’esordio, quella del “rigoroso rispetto della legge e del Regolamento comunale”.
La critica mossa dall’Alguer Rugby riguarda la modalità di assegnazione della struttura: la società invoca l’indizione di una gara ad evidenza pubblica, citando gli obblighi previsti dal d.lgs. 38/2021 e dal Codice dei contratti pubblici. “Chiedere un affidamento diretto in nostro favore” – spiegano i vertici del club – “sarebbe stato tecnicamente e giuridicamente contraddittorio” rispetto alle contestazioni avanzate contro l’attuale gestione affidata all’Amatori Rugby.
Un punto cardine della controversia riguarda l’equivalenza degli impianti cittadini. Per l’Alguer Rugby, il campo di Maria Pia rappresenterebbe l’unica struttura realmente idonea a ospitare competizioni federali, a differenza di altre soluzioni come il campo di Fertilia, considerate idonee solo per fini emergenziali o di allenamento.
“L’unico campo da rugby realmente idoneo, sotto il profilo normativo e funzionale, è il campo di Maria Pia”, ribadisce il Direttivo, sottolineando come la parità di accesso ai beni comunali sia un diritto fondamentale per tutte le realtà sportive del territorio.
Nonostante il TAR non abbia accolto la sospensiva in questa fase cautelare, l’associazione si dice pronta a far valere le proprie ragioni nel successivo giudizio di merito, intenzionata a produrre documentazione tecnica per dimostrare la “centralità di Maria Pia per il rugby cittadino”.
Dalla nota emerge tuttavia l’amarezza per quella che viene definita “un’occasione perduta” per riequilibrare il sistema sportivo locale. L’associazione punta il dito contro quella che definisce una concentrazione di risorse nelle mani di un’unica realtà, la cui permanenza nell’impianto sarebbe stata caratterizzata, a loro dire, da un lungo periodo privo di un titolo contrattuale valido.
La palla passa ora alle sedi competenti, con l’Alguer Rugby che promette battaglia in nome di “regole chiare, gare trasparenti e pari opportunità”.















