Forte della Maddalenetta, polemica sui bandi. Cocco (FdI): «Niente corsie preferenziali»
La minoranza critica l'assegnazione dello spazio all'Ente De Carolis: «Serviva trasparenza per tutelare le associazioni locali. Il bene è stato recuperato dal centrodestra».
«Il caso del Forte della Maddalenetta è l’ennesima conferma del caso politico esploso in questi giorni in maggioranza: l’assessore Daga continua a invadere campi che non sono propri, mentre sulle sue deleghe vere restano aperti ritardi e questioni irrisolte». Lo dichiara Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia Alghero, intervenendo sulla delibera di giunta n. 93, relativa all’accoglimento e patrocinio del “Festival Città di Alghero 2026” proposte dall’Ente De Carolis di Sassari.
«Senza mettere in discussione il valore artistico del De Carolis né la qualità della sua programmazione, c’è da chiedersi perché un atto di evidente natura culturale non nasca dall’assessorato alla Cultura, ma passi dal Demanio, cioè da una delega dell’assessore Daga? Questo mentre dossier propri dell’ufficio demanio come l’avvio del cantiere del caval marì, i bandi di concessione del Parco Gianmarco Manca o del Parco Tarragona restano fermi al palo».
«Le giustificazioni addotte ieri in aula cercano di nascondere l’invasione di campo dietro a una menzogna. Quale infrastrutturazione. Serviva un bando aperto, con criteri chiari, trasparenza e pari opportunità per tutti. Il Comune deve evitare anche solo l’impressione di corsie preferenziali o gestioni personalistiche degli spazi pubblici».
Cocco ricorda che «il Forte della Maddalena è stato restituito alla città grazie al lavoro della precedente amministrazione di centrodestra a guida Conoci, che ha individuato i finanziamenti e avviato il recupero. Nella nostra visione il Forte sarebbe dovuto diventare un’attrazione turistica e uno spazio aperto a tutte le realtà associative, culturali e artistiche del territorio, non essere indirizzato verso un utilizzo privilegiato».
«Daga – conclude Cocco –si occupi, se ci riesce, delle proprie deleghe: tasse altissime, personale carente, patrimonio fermo e dossier irrisolti. Alghero ha bisogno di amministrazione ordinata, non di assessori che fanno spettacolo e autocelebrazione senza occuparsi di ciò di cui dovrebbero rispondere».
















