Ex Ostello, la maggioranza replica all’opposizione: «Scelta strategica contro l’emergenza casa»

I consiglieri di maggioranza difendono l'acquisizione pubblica dell'immobile e criticano il voto contrario del centrodestra: «Una contraddizione evidente per chi dice di voler valorizzare la borgata».

L’acquisizione dell’ex Ostello della Gioventù al patrimonio comunale rappresenta una scelta ritenuta centrale per tutelare un bene di valore storico, architettonico e identitario, restituendolo alla comunità. È quanto sostengono in una nota congiunta i consiglieri comunali Anna Arca Sedda, Marco Colledanchise, Gabriella Esposito, Gianni Martinelli, Giampietro Moro, Christian Mulas, Giusy Piccone, Emiliano Piras e Beatrice Podda.

L’obiettivo indicato dai firmatari è quello di destinare l’edificio a finalità abitative e sociali, inserendolo all’interno del più ampio progetto di housing pubblico previsto nel nuovo Piano Urbanistico Comunale. L’ex Ostello e le aree retrostanti vengono descritti come un tassello strategico per offrire una risposta all’emergenza abitativa a beneficio di giovani, famiglie e persone in condizioni di fragilità.

Sul piano tecnico e normativo, i consiglieri precisano che l’attuale disciplina urbanistica non costituisce un ostacolo, poiché l’adeguamento della destinazione d’uso potrà avvenire tramite una variante non sostanziale. Inoltre, viene chiarito che il vincolo storico-architettonico tutela l’edificio senza impedirne il recupero e la rifunzionalizzazione.

I rappresentanti di maggioranza esprimono sorpresa per la posizione assunta dalle forze di opposizione — Lega, Fratelli d’Italia e Riformatori — che hanno votato contro l’atto in aula. Nella nota viene evidenziata quella che definiscono una contraddizione politica: «Chi afferma di voler valorizzare Fertilia ha scelto di opporsi all’acquisizione pubblica di uno dei suoi beni più significativi e alla possibilità di restituirgli una funzione sociale. È una contraddizione evidente. Valorizzare Fertilia non significa limitarsi alle dichiarazioni d’intenti. Significa assumersi la responsabilità di tutelarne il patrimonio, investire sul futuro della borgata e creare servizi e opportunità per chi la vive. Noi questa scelta l’abbiamo fatta.»

L’operazione viene inserita dai firmatari nel contesto delle difficoltà che interessano il settore casa nel territorio comunale, dove l’innalzamento dei costi dei canoni, la diffusione degli affitti turistici brevi e la scarsità di edilizia pubblica rendono complesso il percorso di autonomia per i cittadini più giovani e per le famiglie.

A sostegno del progetto, i consiglieri concludono sottolineando il valore sociale dell’intervento: «Difendere il diritto alla casa significa garantire dignità, sicurezza e prospettive. Significa offrire alle persone la possibilità di costruire il proprio domani, senza essere costrette a lasciare il territorio in cui vivono. È questa la direzione che abbiamo scelto di seguire, con atti concreti e una visione di lungo periodo.»

1 Agosto 2026