Daini e incidenti a Porto Conte: “La situazione è insostenibile, serve il contenimento”
Dopo l'ultimo episodio nel cuore del Parco, si muovono le istituzioni: convocata una commissione speciale per sbloccare le attività di monitoraggio e cattura.
La piaga degli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica torna a scuotere il territorio di Porto Conte. Questa mattina, l’ennesimo daino è stato travolto da un’auto e lasciato agonizzante sul ciglio della strada con due zampe spezzate. A lanciare l’allarme è stato il presidente della Commissione Ambiente, Christian Mulas, che transitando nella zona ha immediatamente attivato i soccorsi.
L’animale, un giovane esemplare, è stato recuperato dal Corpo Forestale e trasferito d’urgenza al centro specializzato di Bonassai. L’episodio, tuttavia, riapre prepotentemente il dibattito sulla gestione degli ungulati, la cui presenza massiccia sta mettendo a dura prova la sicurezza degli automobilisti e l’equilibrio dell’ecosistema protetto.
Nonostante esista un piano provinciale di contenimento per il periodo 2023-2027, le operazioni sono attualmente ferme. Il nodo è di natura organizzativa e fa capo alla Città Metropolitana di Sassari. Per superare l’impasse, il Parco di Porto Conte sta lavorando a una soluzione definitiva.
«Siamo al lavoro per condividere con la Città Metropolitana un percorso di delega che ci consenta la gestione diretta del contenimento», ha spiegato il presidente del Parco, Emiliano Orrù. L’obiettivo è sbloccare le procedure in tempi brevi per dare il via agli interventi sul campo.
Il fronte del contrasto all’emergenza può contare su nuove risorse economiche. Una parte dei due milioni di euro recentemente ottenuti dal Parco sarà destinata proprio al potenziamento del controllo degli ungulati. A questi si aggiungono 81 mila euro incassati dal Comune di Alghero, specificamente vincolati alla realizzazione di opere di prevenzione stradale nelle arterie più critiche.
In questi giorni sono già stati avviati i tavoli tecnici tra l’Ente Parco, il Corpo Forestale e le associazioni dei coadiutori per pianificare la stagione 2026. Non si tratterà solo di contenimento numerico dei cinghiali, ma di un’azione estesa e coordinata che mira a coprire tutte le specie in esubero.
Il presidente Christian Mulas ha annunciato la convocazione a breve di una Commissione consiliare dedicata esclusivamente al tema. L’incontro servirà a raccordare le azioni tra Parco e istituzioni, garantendo che i finanziamenti si traducano in interventi rapidi. «Il problema non riguarda più solo la tutela della fauna – ha concluso Mulas – ma la protezione della vita umana su strade percorse quotidianamente da migliaia di cittadini».















