Daga: “Su Surigheddu serve meno emotività e più analisi”
L’assessore: “Progetto complesso, servono capitali e filiere strutturate”
Sul futuro del compendio di Surigheddu e Mamuntanas interviene l’assessore comunale Enrico Daga, che invita a riportare il confronto su basi tecniche e dati concreti, allontanandolo dalle contrapposizioni politiche.
Daga spiega di lavorare da mesi a una possibile soluzione politico-amministrativa per la rifunzionalizzazione dell’area, oggi di proprietà della Regione Sardegna e solo recentemente uscita da un lungo contenzioso. Un tema tornato al centro del dibattito cittadino anche grazie agli interventi pubblici delle ultime settimane.
“È positivo — osserva — che si torni a parlare di settore primario, ma è necessario abbandonare l’approccio emotivo per entrare in una dimensione analitica”.
L’assessore richiama quindi alcuni dati sul comparto agricolo: negli ultimi quarant’anni in Italia le aziende si sono ridotte di oltre il 60%, mentre in Sardegna, nell’ultimo decennio, si è passati da più di 60mila a circa 47mila imprese attive. Un processo che, secondo Daga, ha premiato le realtà più strutturate e competitive, penalizzando quelle frammentate.
Da qui la critica all’ipotesi di una parcellizzazione dei terreni: “Il modello agricolo attuale — sottolinea — si fonda sulla scala produttiva. Pensare di suddividere centinaia di ettari significherebbe andare incontro a un fallimento annunciato”.
Tra le criticità evidenziate anche lo stato dei suoli, rimasti incolti per anni e bisognosi di interventi complessi e costosi di bonifica, con tempi lunghi per il ripristino della fertilità. A questo si aggiungono i limiti strutturali legati all’insularità: costi di trasporto più elevati, difficoltà logistiche e distanza dai principali mercati.
“Non siamo di fronte a un’operazione semplice — rimarca Daga — ma a un progetto economico complesso, che richiede investimenti consistenti, una filiera organizzata e una visione di medio-lungo periodo”.
Per l’assessore, il nodo centrale non è essere favorevoli o contrari, ma definire un modello sostenibile che eviti di creare aspettative irrealistiche. In questa direzione si inserisce il lavoro avviato con la Regione per individuare soluzioni concrete di valorizzazione.
Infine, Daga rilancia sull’integrazione tra agricoltura e turismo, condividendo l’impostazione dell’ex sindaco Conoci: “La multifunzionalità delle aree rurali può rappresentare una leva decisiva di sviluppo. Agricoltura e turismo non solo possono convivere, ma devono farlo per trasformare il compendio in una reale opportunità per il territorio”.

















