Casa e graduatorie ERP, il caso di una madre riaccende il dibattito sull’emergenza abitativa ad Alghero
Il consigliere Christian Mulas sollecita verifiche su graduatorie e procedure dopo la denuncia di una famiglia.
Una denuncia pubblica rompe il silenzio su una vicenda che potrebbe rappresentare soltanto la parte visibile di un’emergenza abitativa ben più estesa. Al centro del caso, il sistema delle graduatorie per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) e una domanda che oggi torna con forza: il diritto alla casa viene davvero garantito alle famiglie più fragili?
A sollevare il caso è una madre che, dopo anni di attesa senza risposte, ha deciso di rendere pubblica la propria situazione. Secondo quanto denunciato dalla famiglia, da quasi sette anni vivrebbero una condizione di grave difficoltà abitativa, aggravata dalla presenza di un minore con disabilità, senza che sia stata trovata una soluzione concreta. Non solo: il nucleo familiare segnala di aver visto peggiorare nel tempo la propria posizione in graduatoria anziché avanzare.
Una storia personale che, però, potrebbe non essere isolata. Il timore è che altre famiglie vivano condizioni analoghe senza denunciare, frenate da sfiducia, rassegnazione o dalla convinzione che esporsi non produca alcun cambiamento.
Sul caso interviene il consigliere comunale e presidente della V Commissione Consiliare, Christian Mulas, che chiede formalmente all’amministrazione comunale e al presidente della Quarta Commissione Consiliare Servizi Sociali la convocazione urgente di una seduta dedicata all’emergenza abitativa e all’analisi della vicenda segnalata.
L’obiettivo richiesto è fare piena chiarezza sui criteri di assegnazione, sulle procedure amministrative e sulle dinamiche che regolano le graduatorie ERP, verificando se il sistema stia realmente rispondendo ai bisogni delle fasce più vulnerabili.
Il tema della casa ad Alghero, intanto, assume contorni sempre più critici. Il mercato degli affitti registra costi ormai fuori portata per molte famiglie, mentre l’acquisto di un’abitazione appare irraggiungibile per una parte crescente della popolazione a causa dell’aumento dei prezzi immobiliari e delle difficoltà di accesso al credito.
A questo scenario si aggiunge il rallentamento dell’edilizia pubblica. Nell’area di Carrabuffas il progetto previsto per nuovi alloggi popolari non è mai entrato concretamente nella fase operativa, mentre nell’area di Carragol i cantieri risultano oggi fermi. Nel frattempo le richieste di alloggi ERP continuano ad aumentare.
Anche gli indicatori sociali raccontano una città in difficoltà: sempre più nuclei familiari, pur avendo un reddito da lavoro, non riescono più a sostenere il costo di un affitto o ad accedere a un mutuo. Una condizione alimentata dalla precarietà occupazionale, dalla perdita di potere d’acquisto e dall’aumento generalizzato del costo della vita.
«La casa non può diventare un privilegio per pochi – dichiara Christian Mulas –. Quando una famiglia con un minore disabile attende per anni una risposta senza vedere riconosciuto il proprio diritto, siamo di fronte a una situazione che richiede attenzione immediata. È necessario verificare ogni aspetto di questa vicenda e affrontare con serietà un’emergenza sociale che coinvolge centinaia di cittadini».
Per il consigliere, la denuncia della madre non deve restare un episodio isolato ma trasformarsi in un’occasione di verifica e di intervento.
«Alghero – conclude – ha bisogno di risposte concrete, nuove politiche abitative e di un piano straordinario capace di restituire dignità alle famiglie che vivono condizioni di fragilità. Perché il diritto alla casa resta un diritto fondamentale e ignorare questa emergenza significa lasciare indietro una parte sempre più ampia della comunità».














