Carceri: «Stop al piano 41-bis in Sardegna e relazione urgente sul decesso a Bancali»
Europa Radicale e Nessuno Tocchi Caino intervengono dopo la morte di un 36enne a Sassari chiedendo la sospensione dei trasferimenti, verifiche sul reparto sanitario e la pubblicazione mensile dei dati sugli istituti dell'isola.
Una richiesta formale per la sospensione immediata del piano di concentrazione dei detenuti in regime di 41-bis nelle carceri sarde e l’invio di una relazione urgente al Parlamento sulle condizioni del reparto sanitario dell’istituto di Sassari-Bancali. È quanto contenuto nella nota diffusa da Federica Valcauda (Europa Radicale) e Gabriele Casanova (Nessuno Tocchi Caino), all’indomani del decesso di un detenuto sardo di trentasei anni, morto carbonizzato all’interno della struttura penitenziaria sassarese nella notte tra il 30 e il 31 luglio.
Secondo una prima ricostruzione, sulla quale sta indagando la Procura della Repubblica di Sassari, si sarebbe trattato di un gesto autoinflitto. Nel tentativo di raggiungere l’uomo, che si trovava nel reparto sanitario da tempo per problemi fisici, nove agenti della polizia penitenziaria sono rimasti ustionati e intossicati.
La vicenda si inserisce in un quadro di sofferenza strutturale degli istituti dell’isola. A Sassari si registrano attualmente 577 detenuti a fronte di 454 posti disponibili. Contestualmente, il piano illustrato dal Ministero della Giustizia in Conferenza Stato-Regioni individua sette istituti interamente dedicati al regime differenziato del 41-bis su scala nazionale: tre di questi si trovano in Sardegna (Bancali, Badu ’e Carros e Uta), per un totale di 192 posti a verbale e l’ipotesi di ospitare 240 detenuti, pari a circa un terzo del totale nazionale.
A questo si aggiungono le criticità riscontrate dalla Garante regionale Irene Testa, che a Bancali ha documentato e segnalato in Procura la presenza di infiltrazioni, muffa e celle prive di termosifoni. Nella sua relazione annuale, la Garante rileva inoltre che nel carcere di Uta, su 729 presenze, il 92% dei detenuti è sottoposto a terapia continuativa e quasi la metà segue un trattamento psichiatrico continuativo.
La concentrazione del 41-bis nella regione è già al centro di un confronto istituzionale, con la Garante regionale che ha parlato di violazione dei diritti umani e la Regione Sardegna mobilitata contro la misura.
Il decesso a Bancali è avvenuto a pochi giorni dalla conclusione di un ciclo di visite condotto da Nessuno Tocchi Caino e dal Movimento Italiano Diritti Detenuti, insieme alle Camere penali di Cagliari, Oristano e Nuoro, e con la partecipazione di Europa Radicale, amministratori locali e rappresentanti del territorio. La delegazione ha fatto tappa nella colonia penale di Is Arenas, a Badu ’e Carros e a Mamone.
In merito alle visite effettuate, Gabriele Casanova ha dichiarato: «Abbiamo appena finito di visitare Is Arenas, Badu ’e Carros e Mamone. A Is Arenas centoquindici detenuti su centoquindici lavorano, ed è un dato raro: dimostra che i percorsi di responsabilità e di reinserimento si possono costruire. Eppure, nonostante il lavoro e nonostante il mare, quello che si respira è un tempo sospeso. Uscivamo da quelle visite convinti che il tempo per cambiare ci fosse ancora. Il tempo per un uomo di trentasei anni, dentro il reparto sanitario di Bancali, è finito prima.»
Federica Valcauda ha richiamato i dati nazionali del quadro penitenziario forniti dai rapporti ufficiali: «Al 30 aprile 2026, secondo il XXII Rapporto di Antigone, le carceri italiane contavano 64.436 detenuti per 46.318 posti realmente disponibili, con 73 istituti oltre il 150%. Sempre secondo Antigone, tra il 2025 e i primi mesi del 2026 le persone detenute morte per suicidio sono 106; il Report del Garante nazionale registra 254 decessi complessivi nel 2025, il dato più alto da decenni.»
Alla luce di questa situazione, la nota congiunta avanza tre istanze principali al Governo e al Parlamento: la sospensione del piano di concentrazione del 41-bis negli istituti sardi fino al rientro nella capienza regolamentare, una relazione urgente alle Camere sul reparto sanitario di Bancali, sui protocolli di prevenzione del rischio suicidario e sugli organici sanitari e di polizia penitenziaria, e infine la pubblicazione mensile dei dati per singolo istituto relativi a presenze, capienza reale, organici ed eventi critici.
A queste istanze si aggiungono la richiesta di garantire l’accesso effettivo alle misure alternative per chi deve scontare residui di pena brevi, la necessità di una presa in carico psichiatrica affidata a personale stabile e la predisposizione di un piano regionale per valorizzare le colonie penali di Mamone, Is Arenas e Isili come laboratori di esecuzione penale basati su lavoro e formazione. La nota si chiude con un appello a parlamentari e consiglieri regionali affinché esercitino il diritto di visita negli istituti penitenziari previsto dall’articolo 67 dell’Ordinamento Penitenziario durante il mese di agosto.
















