Caos incendi a Olbia: l’aeroporto chiude per ore, evacuate le strade e otto aerei dirottati
Pomeriggio di fuoco a ridosso del Lido del Sole e del Mater Olbia. Mobilitata la flotta aerea antincendio, stop temporaneo ai voli e traffico stradale interrotto vicino a Olbia Mare.
Un pomeriggio di massima emergenza ha colpito ieri la periferia meridionale di Olbia a causa di un violento incendio, costringendo le autorità a sospendere temporaneamente tutte le attività dello scalo aereo gallurese. L’aeroporto ha dovuto sbarrare le piste per diverse ore al fine di garantire lo spazio aereo ai velivoli antincendio, riprendendo la regolare operatività solamente intorno alle ore 19:00 dell’11 luglio.
Il blocco forzato dei decolli e degli atterraggi ha inevitabilmente mandato in tilt il traffico aereo del fine settimana: ben otto collegamenti di linea sono stati costretti a modificare la rotta in tempo reale, venendo smistati tra le piste di Alghero e Cagliari.
Il fronte del fuoco è divampato improvvisamente nel quadrante compreso tra la località balneare di Lido del Sole, la zona umida delle Vecchie Saline e il polo sanitario del Mater Olbia. Alimentate dal vento, le fiamme hanno sollevato una densa ed enorme nube scura visibile da ogni punto della città, spingendo la centrale operativa a dispiegare un massiccio dispositivo di soccorso.
Per arginare l’avanzata del rogo, oltre alle numerose squadre di terra composte da Vigili del Fuoco, agenti del Corpo Forestale e volontari della Protezione Civile, sono entrati in azione i mezzi aerei della flotta regionale e i Canadair, che hanno effettuato continui lanci d’acqua per proteggere le strutture vicine.
Le ripercussioni non hanno risparmiato la viabilità automobilistica. Per motivi di sicurezza e per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso, le forze dell’ordine hanno decretato la chiusura immediata di un tratto della Strada Statale 125, in corrispondenza del complesso commerciale Olbia Mare.
La circolazione è stata deviata su percorsi alternativi fino alla parziale normalizzazione della situazione. Una volta messi in sicurezza i punti più sensibili, l’attenzione degli operatori si è spostata sulle lunghe e delicate procedure di bonifica del terreno, volte a scongiurare la presenza di pericolosi focolai nascosti.

















