Alghero saluta Tore Lai, l’ultimo custode dell’oro rosso
Il cordoglio della città per la scomparsa dello storico corallaro. Il Sindaco Cacciotto: «Un esempio di coraggio». L'ex primo cittadino Tedde: «Perdiamo un pilastro della nostra memoria collettiva».
Con la scomparsa di Tore Lai, la Riviera del Corallo non perde soltanto uno dei suoi subacquei più esperti, ma chiude un capitolo fondamentale della sua storia identitaria. Nella giornata di oggi, la comunità algherese si è stretta attorno alla famiglia presso la chiesa di San Giuseppe per l’ultimo saluto a un uomo che ha trasformato un mestiere durissimo in una missione di vita e di promozione del territorio.
Il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, ha voluto ricordare come la figura di Lai si inserisca in una tradizione secolare che lega la città alle grandi marinerie del Mediterraneo, da quella marsigliese a quella campana. «Tore Lai è stato uno dei pionieri che, con immenso coraggio, iniziarono a esplorare le profondità della nostra Riviera in maniera artigianale», ha dichiarato il primo cittadino.
Cacciotto ha poi rievocato gli anni d’oro e di sangue della pesca subacquea: «Specialmente negli anni Sessanta e Settanta, fare il corallaro significava rischiare la vita in una cronaca purtroppo densa di vittime. Tore ha saputo raccontare questa professione unica su riviste e tv nazionali, portando il nome di Alghero ovunque e dimostrando un amore viscerale per la sua città, per la Muralla dove era nato e per il suo mare».
Sulla stessa linea il ricordo di Marco Tedde, che ha definito Lai «il più antico testimone di una tradizione che ha forgiato l’identità stessa della città». Per l’esponente politico, la figura di Tore rappresentava un legame sacro con il fondale marino, fatto di silenzi e rispetto reverenziale.
«Non era solo un lavoratore del mare, ma un custode di saperi tramandati di generazione in generazione», ha sottolineato Tedde. «In un’epoca di rigide regolamentazioni, lui restava il simbolo di un’epopea fatta di sacrificio e dignità. Sapeva ammaliare con i suoi racconti e il suo sorriso, mettendo sempre la famiglia al primo posto. La sua scomparsa è una perdita che riguarda l’intera comunità: se ne va un pezzo della nostra cultura del lavoro».
La morte di Tore Lai lascia un vuoto incolmabile nel mondo della pesca professionale del Corallium rubrum, un’attività sospesa tra il fascino del prezioso oro rosso e il rischio estremo. Alghero saluta oggi non solo un pescatore, ma un interprete autentico di quella “scuola algherese” che ha reso la città celebre nel mondo, capace di sopravvivere alle tempeste e di tramandare, fino all’ultimo, il valore del rispetto per l’abisso.

















