Alghero, TARI alle stelle dopo dieci anni di porta a porta: «Dove sono i risparmi promessi?»
Gianfranco Langella attacca la Giunta sui costi del servizio e chiede trasparenza sui conti: «L'impegno dei cittadini non può essere un alibi per continui rincari».
A dieci anni dall’introduzione della raccolta differenziata porta a porta ad Alghero, che ha portato la città a superare il 70% di differenziata fino a raggiungere il 73%, si solleva un duro intervento politico firmato da Gianfranco Langella sulla gestione del servizio, sui relativi costi e sull’impatto organizzativo per i residenti.
In un’analisi della situazione, Langella richiama l’attenzione sui nodi economici del servizio, evidenziando come, nonostante il passaggio dai cassonetti stradali e il superamento delle soglie previste per evitare le ecotasse regionali, «la TARI non è diminuita in maniera significativa e i costi complessivi del servizio sono addirittura aumentati». Le motivazioni spesso addotte, tra cui l’incremento delle spese di gestione, i trasporti, il trattamento dell’umido e l’impatto dell’evasione, secondo Langella «non possono diventare l’alibi permanente per chiedere sempre nuovi sacrifici ai cittadini e alle imprese». Nel suo intervento viene chiamata in causa la responsabilità dell’assessore all’Ambiente Raniero Selva, già titolare della delega con la Giunta Bruno e oggi di nuovo in carica con la Giunta Cacciotto, al quale si chiede di «spiegare quali risultati economici abbia realmente prodotto il porta a porta e perché l’impegno dei cittadini non si sia tradotto in una riduzione concreta delle bollette».
Langella sollecita quindi l’Amministrazione comunale a rendere «pubblici e comprensibili i numeri», chiedendo chiarezza su quanto costasse il servizio prima del porta a porta e quanto costi oggi, su quanto sia stato effettivamente risparmiato evitando le ecotasse, sui ricavi del recupero dei materiali, sui costi reali dello smaltimento delle singole frazioni e sulle azioni concrete per recuperare l’evasione. Su quest’ultimo punto viene sottolineato che «non è accettabile che chi differenzia, rispetta le regole e paga regolarmente la TARI debba compensare per anni chi evade».
Oltre agli aspetti finanziari, l’affondo riguarda le novità logistiche legate all’ipotesi di eliminare i grandi mastelli condominiali per passare all’uso ed esposizione dei contenitori individuali. Una scelta che, per Langella, «rischia di amplificare i problemi e di trasformare le nostre strade in una vera e propria giungla di mastelli», con inevitabili ripercussioni sul decoro urbano, sulla sicurezza dei pedoni e sull’immagine turistica della città, oltre che sui lavoratori impossibilitati a ritirare subito il contenitore.
Viene inoltre ribadito come l’attuale sistema costringa ogni cittadino a «realizzare un piccolo ecocentro dentro casa», arrivando a sacrificare anche «cinque metri quadrati della propria abitazione» per conservare i contenitori dei rifiuti. Una condizione particolarmente penalizzante per le famiglie che vivono in piccoli appartamenti, per le persone anziane e per le case prive di balconi, cortili o ripostigli, a dimostrazione di una politica incapace di «conoscere la vita reale delle persone».
In conclusione, di fronte al nuovo appalto presentato come strumento per mantenere stabili le tariffe, Langella precisa che «dopo dieci anni non possiamo più accontentarci della promessa di non pagare ancora di più» e che i benefici economici devono essere restituiti a famiglie e imprese. Il testo si chiude ricordando che se differenziare è un dovere civico, organizzare il servizio ed evitare di scaricare ulteriori incombenze sulla collettività sono doveri dell’Amministrazione: «Gli algheresi hanno fatto e continuano a fare la propria parte. Ora la politica faccia finalmente la sua».


















