Sanità, Salaris (Riformatori): «L’assenza per maternità non coperte paralizza la Neuropsichiatria di Sassari»
Il caso della Neuropsichiatria infantile di Sassari riaccende il faro sulle carenze d'organico: a rischio le visite e i percorsi assistenziali per i più piccoli.
«La notizia delle difficoltà che stanno interessando le attività della Neuropsichiatria infantile di Sassari è un ulteriore campanello d’allarme su una situazione che avevamo già portato all’attenzione della Giunta regionale. Quando manca personale, e quel personale non viene tempestivamente sostituito, a pagare il prezzo sono i servizi e soprattutto i cittadini.» Lo afferma il consigliere regionale dei Riformatori Sardi Aldo Salaris come primo firmatario dell’interrogazione sulla mancata sostituzione del personale in maternità nelle aziende del sistema sanitario regionale.
«La questione – sottolinea Salaris – non riguarda il diritto alla maternità, che deve essere pienamente tutelato e garantito, ma è responsabilità dell’organizzazione sanitaria fare in modo che l’assenza venga coperta e che il reparto continui a funzionare regolarmente». L’interrogazione evidenzia come, in un sistema sanitario già caratterizzato da una grave carenza di medici e personale sanitario, la mancata sostituzione delle assenze per maternità finisca per aggravare ulteriormente la situazione, lasciando reparti e servizi sguarniti, aumentando i carichi di lavoro degli operatori in servizio e determinando possibili riduzioni delle prestazioni agli utenti.
«Quello che sta emergendo a Sassari – prosegue Salaris – è particolarmente preoccupante perché riguarda un servizio delicato come la Neuropsichiatria infantile. Quando si parla di bambini e di famiglie che hanno bisogno di visite, valutazioni e percorsi assistenziali, ogni riduzione dell’offerta sanitaria produce conseguenze concrete e immediate».
«In queste ore, inoltre, mi sono state segnalate ulteriori criticità relative alla copertura degli organici e alle procedure di reclutamento che interesserebbero anche altre strutture. Sono elementi che devono essere verificati e sui quali chiederò alla Regione risposte precise. Non possiamo limitarci a prendere atto delle difficoltà quando un reparto è già in affanno, bisogna intervenire prima».
Per Salaris il punto centrale è che «la Regione deve verificare, azienda per azienda, quali siano le assenze non coperte, quali servizi stiano subendo una riduzione delle prestazioni e perché non si stia procedendo alle sostituzioni necessarie. La nostra interrogazione nasce proprio da questa esigenza. Abbiamo un sistema sanitario che già fatica a garantire risposte tempestive ai cittadini. Non possiamo permettere che le carenze di personale vengano ulteriormente amplificate da assenze prevedibili e temporanee. Se un medico o un operatore sanitario va in maternità, quella lavoratrice deve poter vivere serenamente il proprio diritto senza che il reparto venga lasciato scoperto. La Regione – conclude Salaris – deve dare una risposta chiara: quanti sono i posti che oggi risultano scoperti per mancata sostituzione del personale in maternità? Quali aziende hanno provveduto alle sostituzioni e quali no? E soprattutto, quali provvedimenti intende assumere per garantire che i servizi non vengano ridotti? Non servono annunci, servono organizzazione, personale e servizi garantiti ai cittadini».


















