Infiltrazioni criminali ad Alghero, i Riformatori Sardi: «Quadri gravi sulla stampa, le istituzioni intervengano subito»

Il coordinamento politico interviene sulle notizie di possibili capitali illeciti e chiede un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli. Riflessione sollecitata anche sulla presenza del carcere in pieno centro urbano.

Un quadro «troppo grave per essere minimizzato» e che richiede un’immediata assunzione di responsabilità da parte di chi gestisce la sicurezza e la tutela del territorio. È la posizione espressa dai Riformatori Sardi a seguito delle notizie e delle dichiarazioni apparse negli ultimi giorni sulle principali testate nazionali e regionali in merito a possibili infiltrazioni della criminalità organizzata ad Alghero.

Nelle ricostruzioni di stampa si fa riferimento a contesti caratterizzati da capitali illeciti, acquisto di attività commerciali, traffici di stupefacenti, intimidazioni e incendi. Elementi che, se confermati, rappresenterebbero per la forza politica una questione cruciale per la sicurezza dei cittadini, la libertà economica degli imprenditori e il futuro della città.

Per i Riformatori non ci si può permettere di descrivere una destinazione turistica come Alghero come un territorio a rischio infiltrazione senza che seguano interventi risolutivi: «Chi ha la responsabilità e gli strumenti per intervenire deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. I cittadini hanno bisogno di sapere che le istituzioni sono presenti, capaci di proteggerli e di intervenire».

A questo proposito, il gruppo politico pone precisi interrogativi agli organi competenti: «Se gli elementi che vengono descritti sono reali, quali iniziative sono state avviate per accertare eventuali reati perseguibili d’ufficio? Quali verifiche sono in corso sui capitali, sulle acquisizioni, sulle attività economiche e sugli episodi di intimidazione e incendio?». La tesi sostenuta è che il punto di partenza dell’azione dello Stato non debba essere la segnalazione del singolo cittadino, ma la capacità degli organi preposti di interpretare i segnali, verificare le notizie e adottare misure adeguate.

L’attacco politico si rivolge anche all’amministrazione comunale. Al primo cittadino si chiede di assumere una posizione chiara, sollecitare alle autorità competenti un quadro conoscitivo preciso e pretendere misure concrete a tutela del tessuto sociale ed economico.

I Riformatori ricordano di aver già avanzato nei mesi scorsi analoghe sollecitazioni, chiedendo al sindaco di interpellare direttamente il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per un potenziamento straordinario degli organici delle forze dell’ordine dopo la sequenza di incendi e danneggiamenti. Una richiesta di «azioni straordinarie sul fronte investigativo, della prevenzione e del controllo del territorio» che oggi viene definita ancora più urgente per evitare che la città diventi terreno fertile per interessi mafiosi.

La riflessione dei Riformatori si allarga alla programmazione strategica della città – con la necessità di tutelare il tessuto imprenditoriale e controllare le trasformazioni urbanistiche – e tocca il tema della struttura penitenziaria cittadina.

Richiamando le recenti esternazioni della magistrata Maria Gabriella Pintus al principale quotidiano del nord Sardegna, viene evidenziato come la presenza nel carcere locale di detenuti legati alla criminalità organizzata possa attrarre sul territorio le rispettive reti di contatto.

«Non possiamo sottovalutare le conseguenze che la presenza di determinati detenuti può produrre sul territorio», sottolineano i Riformatori, chiedendo di valutare se sia ancora opportuno mantenere un penitenziario nel cuore del centro urbano o se sia giunto il momento di ripensarne funzione e collocazione. Una struttura nata in un contesto urbano differente da quello attuale non può più essere considerata, secondo la forza politica, «un elemento immutabile».

19 Agosto 2026