«La cultura viva è la leva per una nuova stagione turistica»
Il presidente della Fondazione Alghero Graziano Porcu indica nelle tradizioni e nel patrimonio culturale una delle chiavi per costruire una stagione turistica oltre l’estate
Sassari ha vissuto il momento più identitario del suo calendario con la discesa dei Candelieri, patrimonio immateriale UNESCO che ogni 14 agosto porta in strada migliaia di persone tra fede, storia e comunità. È da questa tradizione secolare che Graziano Porcu, presidente della Fondazione Alghero, prende spunto per ragionare sulle prospettive turistiche della città e sulla necessità di costruire una stagione che vada oltre il solo periodo estivo.
«I Candelieri ci ricordano ogni anno che la cultura viva è la leva più forte per un turismo che non deve fermarsi al solo mare», dichiara Porcu. «Se oggi solo l’8% dei turisti stranieri sceglie la Sardegna per la sua arte, la sua cultura e la sua archeologia, sento che è anche una nostra responsabilità: da qui vogliamo ripartire, con l’obiettivo concreto di farlo crescere».
«I dati più recenti confermano che oggi non è un singolo prodotto a muovere i flussi turistici internazionali, ma la somma di più segmenti: la cultura, prima motivazione di viaggio per chi arriva in Italia dall’estero, con il 45% dei visitatori stranieri; l’enogastronomia, seconda motivazione, con il 20%; e il turismo outdoor, terzo sul podio».
«È quando questi elementi si trasformano in un’unica esperienza da vivere, e non solo da osservare, che nasce il vero traino del turismo esperienziale. Alghero possiede tutti gli ingredienti di questa somma: la cultura catalana, le Grotte di Nettuno aperte tutto l’anno, il villaggio nuragico di Palmavera, la Necropoli di Anghelu Ruju, patrimonio UNESCO dal 2025, le cantine del Consorzio Alghero DOC e il Parco Naturale Regionale di Porto Conte».
«È a questo patrimonio che guardiamo, ed è il motivo per cui, dallo scorso anno, siamo tornati a proporre una festa tradizionale del Santo Patrono San Michele che ci riporti alle origini: quest’anno con ancora più iniziative, dal 25 agosto al 30 settembre, con quattro fine settimana di Castellers, Gegants e Correfocs».
«A differenza della spiaggia, legata ai mesi caldi, questo patrimonio si vive tutto l’anno, spesso meglio fuori dai mesi estivi. In regioni del Sud e delle Isole come Sicilia, Calabria e Puglia, nostre dirette concorrenti per fascia geografica e stagionalità, questo tipo di patrimonio è già un motore riconosciuto: sceglie la destinazione proprio per questo il 54% dei turisti stranieri in Sicilia, il 34% in Calabria, il 30% in Puglia».
«Un potenziale enorme ancora da intercettare, che vale anche in termini economici. Come emerso al primo Forum delle città d’arte e cultura, il turista culturale spende in media il 46% in più rispetto a chi sceglie mare o montagna».
«Chi sceglie di viaggiare tra novembre e marzo è un visitatore diverso da quello dell’estate, in prevalenza dal Nord Europa: non cerca luoghi affollati, ma esperienze autentiche da vivere senza fretta. Un patrimonio che richiede un investimento minimo, perché tutto è già presente, e può generare un ritorno massimo».
Porcu allarga quindi lo sguardo al territorio e alla possibilità di costruire una proposta condivisa per la destagionalizzazione.
«Prima di tutto, una città non vive per i turisti: vive bene per chi la abita, ed è proprio per questo che diventa straordinaria anche per chi la visita. Le feste, i siti archeologici, le cantine, le tradizioni appartengono prima di tutto a noi: è una visione pensata per i prossimi vent’anni di questa città».
«Questo percorso Alghero non deve affrontarlo da sola: può farlo come capofila di un sistema di comuni limitrofi con cui costruire un calendario diffuso tutto l’anno, dalle feste patronali dell’entroterra ad “Ajò a Ippuntare” di Usini a dicembre, dai Fuochi di Sant’Antonio Abate di gennaio, a Sassari, Putifigari e Padria, alla Sagra del Carciofo di Uri a marzo».
«Un patrimonio di tradizioni che, raccontato insieme, può diventare un’unica proposta di destagionalizzazione per il Nord Ovest dell’isola. Un ruolo di capofila che la Fondazione porta avanti in stretta sinergia con l’Assessorato allo Sviluppo Economico e Turismo».
E sul rapporto con l’amministrazione comunale, Porcu sottolinea: «Questo percorso nasce e cresce insieme all’assessore Ornella Piras, con cui condividiamo pienamente la visione. Una collaborazione preziosa, competenza per competenza, per una stagione lunga dodici mesi per tutta la città».
Il senso del percorso, conclude Porcu, è racchiuso in un’idea: «Cultura uguale nuova stagione turistica. Non un evento isolato, ma un filo che tiene insieme identità, tradizione e territorio, dodici mesi all’anno».
















